Cronaca

Quartiere a luci rosse, de Magistris cerca di ricucire con Sepe

Le festa di San Gennaro è vicina, presto potrebbe esserci un incontro chiarificatore tra il sindaco e il cardinale. Ma nessun passo indietro: le differenze restano inconciliabili

Luigi de Magistris e Crescenzio Sepe © Tm NewsInfophoto

Lo strappo sulla questione del quartiere a luci rosse a Napoli è stato forte. Ecco allora il sindaco de Magistris tentare di ricostruire il rapporto istituzionale con il cardinale Crescenzio Sepe. Nessun passo indietro, le differenze resteranno inconciliabili. Ma San Gennaro è vicino e la festività del santo patrono è da sempre simbolo di coesione della città.

Presto, dunque,  ci potrebbe essere un incontro chiarificatore. Intanto va avanti il dibattito sulla questione del quartiere a luci rosse  come spiega Luigi Roano del Mattino. La parlamentare del Pdl Nunzia De Girolamo spiega di sentirsi molto più vicina a de Magistris. "Meglio disciplinare il fenomeno che mettere la testa sotto la sabbia. È meglio tutelare queste persone che abbandonarle. Detto questo quella di de Magistris è una provocazione, una giusta provocazione nel senso che la politica deve suscitare dibattiti anche culturali per affrontare tutto e le tematiche che ci pone la società".

Per il senatore campano Raffaele Calabrò, promotore tra l'altro di un documento contrario al riconoscimento giuridico analogo al matrimonio alle coppie omosessuali., "il cardinale da uomo di Chiesa ha semplicemente, come è suo sacrosanto diritto, espresso la sua ferma opinione sulla proposta di voler realizzare un quartiere a luci rosse nella città dove ha sede la sua diocesi, sentendo il dovere di intervenire a tutela di donne sessualmente sfruttate e ritenendo che siano altri gli strumenti da approntare. Chi ricopre responsabilità politiche dovrebbe sapere che il diritto di critica rientra nel processo democratico e dovrebbe utilizzare un linguaggio consono al ruolo che riveste". Il consigliere comunale del Pdl Marco Nonno parla di conflitto d'interessi. "Mi riferisco in particolare ai servizi sociali, che come è noto a Napoli sono per il 90% circa gestiti dal Consorzio Gesco. Ho saputo che il progetto dell'area a luci rosse e la sua futura gestione potrebbero essere affidati alla Coop Dedalus, che è una delle aderenti al consorzio Gesco stesso".

Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, ha intanto parlato nelle scorse ore durante la trasmissione radiofonica 'La Zanzara' in merito alla proposta del sindaco di Napoli. Irrealizzabile un quartiere a luci rosse. "Sono contro la ghettizzazione in genere. Sono socialista e i socialisti riformisti sono per le libertà individuali. Le persone devono essere libere di scegliere e l'unica cosa che non devono avere è prepotenza e condizionamenti. Sono libertario al massimo, le scelte individuali vanno tutelate". (Ansa)

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