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De Luca ammonisce ancora i giovani: “Nulla potrà essere come prima”

Il governatore ha scritto una nota indirizzata a loro dopo la sfuriata di venerdì

Ancora una volta il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca pone la sua attenzione sul comportamento dei giovani durante la fase 2 dell'emergenza Coronavirus. Dopo il consueto video di venerdì, anche oggi ha pubblicato un post rivolto a loro stigmatizzando l'utilizzo di droghe e alcol e ammonendo rispetto al fatto che dopo questa emergenza “nulla potrà essere più come prima”.

Una nota che però è sembrata essere più morbida rispetto alle parole pronunciate venerdì e in qualche modo corregge il tiro a fronte delle tante critiche subite per il tono paternalistico utilizzato nel corso della diretta e la sorta di “criminalizzazione” dei protagonisti della movida, di cui si sono lamentati soprattutto gli esercenti. 

Le parole di De Luca

“Mesi di chiusure, di relazioni interrotte hanno pesato su ognuno di noi. C'è voglia di uscire, di respirare. Ma questa epidemia ha cambiato il mondo, la gerarchia dei valori, la sensibilità delle persone. E non potrà essere messa tra parentesi ma ci obbliga a qualche riflessione più di fondo. Occorre abituarsi a pensare che nulla potrà tornare puramente e semplicemente come era prima. Conviene allora pensare a forme di socializzazione all'insegna non più di una massificazione alienante, ma di una umanizzazione delle relazioni, di un rapporto più attento con l'ambiente, di una riscoperta dei valori di solidarietà. In questi anni abbiamo visto affermarsi troppo spesso modi di incontro tra i giovani segnati da uso di superalcolici, a volte droghe, al punto da perdere la stessa possibilità di comunicare, di parlarsi, di ascoltarsi. C’è da augurarsi che i problemi di questi giorni siano anche per tutti un’occasione per riscoprire modi di incontro e di divertimento più semplicemente umani. Detto questo, di fronte alle immagini notturne di violenze e di vandalismo – che nulla hanno a che fare con gli incontri giovanili – non riemerga il volto dell’Italia del “fare finta”. Lo Stato ha l’autorità e il dovere di imporre il rispetto delle regole e di garantire le norme di sicurezza”.

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