Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Boss delle Cerimonie, Davide Gaetano trova lavoro: "Vado in Svizzera"

L'intervista al noto caposala che ci ha anticipato la sua prossima esperienza lavorativa

Da caposala di una delle location per eventi più conosciute della Campania a disoccupato. Questa è in sintesi la vicenda che, causa Covid, ha travolto Davide Gaetano. Gaetano, 53 anni, sposato e con tre figli, è stato una delle star de “Il Boss delle Cerimonie”: il reality ambientato al ristorante La Sonrisa.

Dopo ben 25 anni di servizio accanto alla famiglia Polese, Gaetano si è ritrovato come altri stagionali senza lavoro. Poco più di una settimana fa aveva lanciato un appello sui social, dichiarandosi pronto a qualsiasi impiego pur di tornare a lavorare. Da quel post qualcosa si è mosso e oltre a tanta solidarietà sono arrivate anche delle offerte di lavoro.

Tra queste, come ha raccontato a NapoliToday, c’è una che arriva da Soletta, vicino Berna, dove ad inizio maggio aprirà “Terra mia” di Marco Falvo: un ristorante ad “impronta” italiana. Nonostante la lontananza e la difficoltà della lingua (a Soletta si parla il tedesco ), Gaetano, segnato anche nel fisico dalla mancanza di serenità, è pronto a tuffarsi in questa nuova esperienza elvetica.

Gaetano, cosa è cambiato dal tuo appello?

Il mio appello è arrivato lontano. Dopo tanti messaggi di solidarietà, sono arrivate anche delle offerte di lavoro. Purtroppo in tanti, soprattutto tra gli stagionali, stanno vivendo queste difficoltà. In tanti mi hanno teso una mano e la proposta più importante è arrivata dalla Svizzera. Dei ristoratori di Soletta mi hanno contattato su Instagram dicendomi ‘Non è possibile pensare che una persona solare come te, il giullare di corte, colui che ci ha fatto vivere momenti spensierati, stia vivendo questo dramma. Devi assolutamente venire qua, anche se non parli il tedesco, e ti vieni a prendere una boccata d’aria’. Quindi, mi hanno fatto una proposta di lavoro meravigliosa. Dovevo partire sabato, ma ci sono stati dei problemi all’aeroporto. Dovrei partire mercoledì”.

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La tua famiglia verrà con te?

Al momento salgo da solo. Dopo un anno e mezzo di fermo ho un po’ di situazioni da risolvere. Ho bisogno di rifocillarmi sia psicologicamente che economicamente. Vado in Svizzera perché la proposta è molto vantaggiosa. Faccio un sacrificio: inizio a salire io, mi distacco, e poi si vedrà. Devo iniziare a lavorare e portare qualche risultato a casa.

Le restrizioni ci sono anche in Svizzera, ma rispetto all’Italia c’è un’altra gestione. Se in Italia, ad esempio, mentre sei in zona rossa resti in balia del nulla, in Svizzera lo Stato ti aiuta e non vieni lasciato solo a te stesso”.

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Come sono i rapporti con La Sonrisa?

Io con il castello non ho chiuso i miei rapporti lavorativi. Loro purtroppo non stanno lavorando da un anno e stanno vivendo gli stessi disagi di tutti i ristoratori. Loro vivono di eventi, ma purtroppo è tutto fermo. Noi dobbiamo guardare oltre e dopo un anno e mezzo di problemi economici la prima preoccupazione è quella di dover portare la famiglia avanti. In questa battaglia ognuno di noi cerca di salvare il salvabile. Non è facile lasciare dopo 25 anni, ma io ho bisogno di lavorare. Il cruccio più grande di tutti sicuramente è la mancanza di lavorare insieme al mio fratello Ferdinando”.

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Ci lasci un ricordo di don Antonio e della signora Rita che, purtroppo, è stata portata via dal Covid?

Il ricordo che ho di don Antonio e della signora Rita è quello di un papà e una mamma. Persone stupende, che si sono amate fino alla fine. Erano sempre pronti a venirti incontro e ad aiutarti in qualsiasi problema. Prima la tragedia di don Antonio e poi il Covid ci ha portato via la signora Rita, ma hanno lasciato un ricordo nelle nostre vite molto profondo. Purtroppo la vita è fatta di gioie e dolori. Abbiamo vissuto insieme tanti momenti belli, ci sono state tante soddisfazioni.

Quello che resta è la fortuna di averli conosciuti e di aver potuto condividere con loro momenti meravigliosi. Ricordo che quando mia figlia doveva festeggiare i 18 anni don Antonio mi disse: ‘Gaetano non dimenticare che questa è casa tua. La festa a tua figlia la devo fare io’. Quello che non si sa, inoltre, è che mi sono sposato a La Sonrisa che resterà, forse, una delle parentesi più belle della mia vita. La Sonrisa è parte di me. Come dico sempre: io sono La Sonrisa”.

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