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Le statistiche

Calano gli omicidi ma aumentano furti e rapine a Napoli: i dati

Le statistiche rese note dalla Corte d'appello in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario

Meno omicidi e tentati omicidi, ma più rapine, furti, delitti informatici oltre a episodi che coinvolgono minori. E' la sintesi dell'andamento dei reati nel distretto della Corte di Appello di Napoli registrati nel 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021. Dati anticipati alla stampa alla vigilia della cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario in programma domani a Napoli a Castel Capuano, storica sede del tribunale. Nello specifico, gli omicidi volontari calano da 39 a 35, mentre gli agguati mortali di tipo mafioso segnano un -13,33% (sono stati 13 invece di 15). Segno meno anche per i tentati omicidi che passano da 77 a 69. Per quanto riguarda i furti, nel 2022 ne sono stati denunciati 64.043 rispetto ai 57.658 del 2021, con un incremento dell'11%.

Tra questi, spiccano gli scippi (+17,96 ossia 2016 invece di 1.709%) e i furti commessi in appartamento (+11,71% ovvero 3.692 rispetto ai 3.305 del 2021). Diminuiscono quelli di opere d'arte e di materiale archeologico (-37,50% passando da 16 a 10 episodi). Per quanto riguarda le violenze sessuali c'è una leggera flessione del 3,35% (202 invece di 209). In salita anche le rapine (+21,66%) ossia 3.426 episodi contro i 2.816 dello stesso periodo del 2021: sono 2.389 i reati commessi in strada, l'anno precedente erano 1.859. I numeri testimoniano anche un calo degli episodi di sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile (-57,32%) ed è in lieve flessione anche il dato che riguarda le sostanze stupefacenti (1.316 contro 1.415).

"In linea di massima - ha detto incontrando i giornalisti il presidente facente funzione della Corte d'Appello, Eugenio Forgillo - emerge che i reati di maggiore rilevanza numerica e di allarme sociale aumentano rispetto all'ultima annualità nelle province di Napoli e di Avellino, mentre diminuiscono a Caserta e a Benevento". Dalla relazione anticipata da Forgillo, gli effetti delle restrizioni nella mobilità e nei traffici dovuti alla pandemia hanno indotto le imprese criminali a riconvertire alcune attività tradizionali: "Rifinanziando le attività in crisi per la lunga stasi dovuta alle chiusure forzate, estinguendo debiti contratti o soccorrendo le lacune di liquidità, in cambio ambendo al subentro forzato in assetti societari tendenzialmente sani, inquinando la vita economica delle imprese oppure scendendo direttamente in campo, tramite paraventi, agli accessi agli istituti di sostegno del reddito senza averne diritto come nei servizi di sanificazione illegali che interessano le strutture turistico-alberghiere e commerciali nonché nella distribuzione, anche su vasta scala, di mascherine chirurgiche e altro materiale sanitario non in regola". Forgillo ha, inoltre, evidenziato che "sebbene in calo i 'fatti di sangue', nonostante gli inevitabili rallentamenti del periodo di pandemia, sia ancora diffuso il fenomeno delle 'stese' tra bande contrapposte. 

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