Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Cyberbullismo, 2020 anno terribile in Campania: la denuncia del Corecom

Così Domenico Falco, presidente del Comitato regionale per le comunicazioni della Campania (Corecom). Gennaro Oliviero, presidente consiglio regionale: "Siamo in prima linea per fronteggiare il fenomeno"

L'anno scorso è stato il peggiore anno possibile per il cyberbullismo in Campania. A dichiararlo è Domenico Falco, presidente del Comitato regionale per le comunicazioni della Campania (Corecom), nel rivolgersi ai ragazzi dell'oratorio Madri Canossiane di Avella (Avellino), coordinati da madre Ketty Marsico e madre Agnese Tulino.

"Possiamo dire che il 2020, complice l'emergenza pandemica Covid-19 che ha determinato lo stravolgimento delle regole di convivenza per ciascuno di noi, è stato l'annus horribilis per ciò che riguarda l'incremento dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutta Italia. Abbiamo registrato l'aumento di tutte le fattispecie legate a questi fenomeni. Il 68% degli adolescenti è stato testimone diretto o indiretto di casi di cyberbullismo. Fenomeni come la pedopornografia, sextortion, i furti di identità digitale sono aumentati del 77%. Più di un campanello d'allarme nei confronti del quale il Corecom Campania ha scelto ancora una volta di intervenire con una campagna capillare di prevenzione. Incontrando i ragazzi negli oratori e nei centri estivi per offrire loro strumenti preziosi di conoscenza del fenomeno e di come comportarsi di fronte all'emergenza".

L'impegno del Consiglio regionale della Campania è stato confermato, a margine dell'incontro, da parte di Gennaro Oliviero, presidente dell'assemblea che ha sede al Centro Direzionale di Napoli: "Siamo in prima linea per fronteggiare il fenomeno dilagante del bullismo e del cyberbullismo nella nostra regione. Abbiamo deciso di rilanciare la campagna @scuolasenzabulli per essere al fianco dei nostri giovani nell'affrontare questa difficile battaglia. Vogliamo essere un elemento di facilitazione - ha ribadito Oliviero - per la creazione di una rete sociale che coinvolga studenti, le loro famiglie, gli insegnanti, le istituzioni locali, i professionisti e le forze dell'ordine per dare il necessario supporto alle vittime ma anche ai violenti affinché riescano a svoltare in positivo le loro vite".

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