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Cyberbullismo, Blue Whale e pedopornografia: i pericoli della rete

Quali sono i principali rischi che incontra un adolescente quando naviga sul web e come devono agire i genitori di fronte a questi cybercrimes? Risponde la dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Campania, Fabiola Silvestri

Un adolescente su tre è vittima di bullismo, oltre uno su dieci lo è di cyberbullismo. A delineare il fenomeno in aumento sono i dati preliminari di un'indagine della Società Italiana di Pediatria, presentata in occasione del Congresso Nazionale svoltosi a Napoli a fine maggio. Il 12% del campione - poco meno di 10 mila ragazzi tra i 14 e i 18 anni - è stato vittima di cyberbullismo e il 33% ha subito atti di bullismo (il 20% raramente, l'8,4% qualche volta, il 3,3% spesso e il 2,1% sempre), ma la risposta più frequente è stata il “silenzio”: il 68% delle vittime non ne ha parlato con nessuno. Altrettanto ampia (circa il 33%) è la percentuale di coloro che hanno dichiarato di aver preso parte a episodi di bullismo verso i compagni e le compagne.

E’ di qualche mese fa la notizia del tredicenne di Mugnano (Napoli) schiaffeggiato e preso a pugni da tre suoi coetanei. Il padre ha prima denunciato l’accaduto ai carabinieri e poi ha pubblicato la foto choc del figlio con il volto tumefatto su Facebook, lanciando un appello a denunciare ogni atto di bullismo. Questo per fortuna si può definire un caso a “lieto fine”, ma sono tanti, invece, gli episodi di bullismo o cyberbullismo che si sono conclusi con il suicidio della vittima. Per contrastare questo fenomeno in crescita sulla rete il parlamento italiano ha approvato recentemente la legge sul cyberbullismo (l. 29 maggio 2017, n. 71) , entrata in vigore il 18 giugno. Il testo introduce per la prima volta nell'ordinamento la definizione legislativa di "bullismo in rete" inteso come ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto ecc. realizzata per via telematica in danno di minori. Tra le novità più rilevanti previste c’è la possibilità da parte del minore di 14 anni di richiedere al gestore del sito l’oscuramento dei contenuti diffusi sul web a suo danno, anche senza che i genitori lo sappiano. La legge, inoltre, introduce ammonimenti da parte del questore in caso di reati perpetuati da minori di 14 anni.

Ma tra i rischi a cui vanno incontro i ragazzini non c'è solo il bullismo e il cyberbullismo, grande attenzione e' rivolta anche al fenomeno della pedopornografia. Sempre secondo l’indagine della Società Italiana di Pediatria circa il 15% del campione ha ammesso di aver ricevuto proposte sessuali da parte di adulti anche attraverso siti e app. A lanciare l’allarme “pedopornografia in rete” è stato anche il Garante della Privacy, Antonello Soro, nella Relazione annuale al Parlamento. “Fonte involontaria - ha dichiarato Soro - sono i social network in cui i genitori postano le immagini dei figli”.  

NapoliToday ha intervistato la dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni della Campania, Fabiola Silvestri, per chiederle quali sono i principali rischi che incontra un adolescente quando naviga in rete e come devono agire i genitori di fronte a questi cybercrimes.

Quali sono i principali rischi che un adolescente incontra navigando in rete?

“I principali rischi per un adolescente sono sicuramente l'adescamento ed il furto di identità, e atti di cyberbullismo, cui spesso si affianca il pericolo di vere e proprie truffe scaturenti da falsi annunci di vendita soprattutto di materiale tecnologico. Il Web rappresenta proprio il posto giusto dove “avvicinarsi” ai giovani, perché sono tutti sempre connessi, liberi e con la convinzione di essere al sicuro. Una volta che il contatto con la vittima è instaurato, click dopo click, post dopo post, esso diventa amicizia, poi amore, ed infine minacce, paura, dolore e vergogna”.

Le comunità di pedofili sul deep web sono un’emergenza internazionale. Quali sono le tecniche utilizzate dalla polizia postale per adescare gli orchi virtuali dei bambini?

“Lo strumento principalmente utilizzato è quello dell'indagine sotto-copertura, normativamente previsto dall'art. 14 della  legge 269/98, che consente ai nostri operatori di giungere ad una sempre maggiore conoscenza degli ambienti e del modus operandi delle comunità criminali dedite alla commissione di reati sessuali nei confronti di minori”.

Come si cade nella rete della pedopornografia? A cosa bisogna fare attenzione?

“Bisogna prestare sempre massima attenzione alle persone che si conoscono in rete e non dare mai per scontato che l'utilizzatore del profilo sia davvero chi è immortalato nella foto o nel filmato davanti ai nostri occhi. Massima attenzione anche a chi offre ricariche o regali in genere in cambio di scatti fotografici ma soprattutto a chi fa simile richieste spacciandosi per scopritore di talenti e/o volti nuovi nel mondo dello spettacolo, della moda o dello sport”.

Il fenomeno della “Blue Whale” esiste?

“Si tratta di un fenomeno le cui prime manifestazioni risalgono al 2015; spesso però a casi di reale e concreto coinvolgimento, si affianca chi si avvicina al "gioco" per mera curiosità creando inutili e falsi allarmismi”.

In Campania, dopo la messa in onda del servizio de Le Iene, sono stati segnalati 12 casi. Gli accertamenti effettuati sino ad ora dalla polizia postale hanno dimostrato un qualche collegamento con il fenomeno della “Blue Whale”?

“Il numero dei casi è in continuo aggiornamento. Spesso però si tratta di casi non riconducibili alla figura di un "curatore" o di un adescatore esterno, apparendo spesso come casi di autolesionismo dettati da un disagio personale o familiare di cui il minore è vittima. Altre volte si tratta di scherzi o falsi allarmi. In ogni caso, la Polizia Postale è attenta a non sottovalutare, a priori, alcuna segnalazione”.

Se un genitore nota alcuni atteggiamenti strani del figlio o legge post sospetti sui social cosa deve fare?

“E' bene evidenziare che i genitori non devono sostituirsi agli inquirenti, compiendo autonome "indagini", e non devono, magari presi dal panico, cancellare messaggi e contenuti probatori. Il comportamento giusto da tenere è anzitutto, in via preventiva, quello di consultare il sito https://www.commissariatodips.it,  per essere sempre aggiornati sui nuovi fenomeni e poter segnalare rapidamente, attraverso il sito stesso, eventuali comportamenti ritenuti strani da parte dei nostri figli. Il servizio fornito dal portale sopra menzionato è infatti attivo 24h al giorno e 7 giorni su 7 consentendo alla cittadinanza di ricevere sempre la dovuta assistenza. In ogni caso, avuto sentore che qualcosa non va, e' bene rivolgersi senza ritardo alle forze dell'ordine per ottenere la necessaria assistenza”.

I colossi del web come Google, Youtube, Facebook si sono attivati per contrastare il fenomeno?

“I maggiori portali sono prevalentemente sensibili a combattere gli abusi, anzi, quasi tutti offrono agli utenti stessi la possibilità di segnalare i contenuti inappropriati al fine di una rapida rimozione”.

Il 18 giugno è entrata in vigore la legge contro il cyberbullismo. Cosa cambierà con questa legge? Quali sono i nuovi strumenti che prevede?

“Tre le novità importanti previste dalla nuova normativa si segnalano:

• Sarà direttamente il minore vittima di un sopruso on line a poter segnalare in modo semplice al sito o al social media il contenuto offensivo chiedendone, nei tempi fissati dalla legge stessa, la rimozione. Se il gestore della piattaforma non provvede, subentrerà, dopo opportune e tempestive verifiche, il Garante della Privacy.

• Il “bullo cybernetico” viene convocato, insieme ai genitori, dal questore, che potrà dar corso alla procedura di ammonimento. Una sorta di “cartellino giallo”, di avvertimento idoneo atto a porre un freno ad ulteriori condotte illecite. 

• Ogni scuola dovrà individuare tra i propri docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto (per il personale scolastico sono previsti corsi di formazione); anche gli studenti rivestiranno un ruolo attivo nella prevenzione e contrasto del cyberbullismo”.

Quanto è diffuso il fenomeno del cyberbullismo in Campania?

“Gli episodi di cyberbullismo spesso non vengono denunciati, per paura, vergogna o perchè manca la consapevolezza che certi comportamenti integrano fattispecie di reato, per questo è importante l'attività di prevenzione che quotidianamente porta i nostri operatori ad incontrare ragazzi, genitori, ed insegnanti all'interno di istituti scolastici”.

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