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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca Fuorigrotta / Via Nuova Agnano

Crolla il soffitto, scuola chiusa da due settimane

Si tratta dell'Istituto Gentileschi di Agnano. Il cedimento è stato causato dalle infiltrazioni d'acqua. I genitori: "Negato il diritto allo studio"

L'istituto superiore Gentileschi di Agnano è chiuso da due settimane a causa del crollo del soffitto. Al momento, non ci sono certezze su quando gli studenti potranno tornare a scuola e i genitori sono, ormai, sul piede di guerra: “Diritto allo studio negato e nessuno ci dà una risposta”.

A dare rilievo alla vicenda, attraverso la sua pagina Facebook, è il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli: “Se i tempi sono lunghi serve una soluzione temporanea. Dopo due anni di covid la scuola deve procedere spedita ed in sicurezza”.

A causare il cedimento nella scuola di via Nuova Agnano sono state le infiltrazioni d'acqua causate dal maltempo di inizio settembre. Borrelli riporta anche i racconti di alcuni genitori: “Sono una mamma di un ragazzo che frequenta la prima superiore dell'istituto artemisia Gentileschi ad Agnano. Venerdì fanno due settimane che i ragazzi non vanno a scuola, quindi non hanno diritto allo studio perché il tetto ha ceduto e la struttura è interdetta. I lavori di ristrutturazione al tetto li stavano eseguendo nel mese di settembre, avendo avuto un’intera estate non capisco perché proprio a settembre. Ora mi chiedo come sia possibile che dopo tutti questi giorni non si provveda a trovare una soluzione alternativa tempestiva per fare in modo che i ragazzi abbiamo la possibilità di tornare a scuola. Nessuno ci dà una risposta, aumentano i giorni e la dirigenza scolastica tace.”.

Il consigliere regionale annuncia: “Abbiamo inviato una comunicazione alla dirigenza scolastica e al Comune per capire come si stia evolvendo la situazione e conoscere la tempistica degli interventi. Se i tempi sono ancora lunghi allora che si trovi una soluzione temporanea. La scuola deve ripartire in sicurezza ma deve assolutamente riprendere. Dopo due anni di emergenza covid, dove le attività didattiche sono andate avanti a singhiozzo, e cariche di difficoltà, ora bisogna procedere spediti. Questa vicenda, inoltre, ci ricorda ancora una volta la nostra impreparazione di fronte alle emergenze del maltempo, che saranno sempre più frequenti. Bisogna adeguarsi e farlo in fretta”.

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