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Un recente crollo a Pompei © Tm NewsInfophoto

Un recente crollo a Pompei © Tm NewsInfophoto

Pompei si sbriciola, danno d'immagine. Il sindaco: "Chiedo risarcimenti"

Claudio D'Alessio non è più disposto ad accettare che il patrimonio archeologico continui a subire danni senza opportune difese. "Ritardi per l'attuazione di un piano di rilancio, tutela e valorizzazione del bene"

Ieri l'ennesimo crollo a Pompei: una porzione di stucco della casa della Venere in Conchiglia che va giù. Adesso il Comune decide di costituirsi parte civile per tutelare l’immagine della città.

Il sindaco Claudio D’Alessio, come spiega Susy Malafronte dalle pagine del Mattino, non è più disposto ad accettare che il patrimonio archeologico continui a subire danni senza opportune difese e spiega: "Nel prossimo consiglio comunale presenteremo una delibera di indirizzo con la quale citeremo i responsabili dei danni arrecati all’immagine di Pompei per l’incuria in cui versa l’area archeologica e i ritardi per l’attuazione di un piano di rilancio, tutela e valorizzazione del bene".

In attesa della consegna della perizia tecnica sui crolli della Schola Armaturarum e della Casa del Moralista, le indiscrezioni parlano di responsabilità umane e non attribuibili a soli fattori atmosferici.

Per il segretario generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia: "Pompei è un sito aperto alle intemperie ed è normale che succedano episodi del genere. Noi dovremo però fare in modo che con il grande progetto il sito sarà definitivamente sicuro. Stiamo pienamente rispettando il cronoprogramma previsto dalla commissione europea e per il quale ha finanziato 105 milioni di euro. Intanto, la soprintendenza provvederà con le proprie forze a recuperare quei distacchi. Non perderemo nulla".

Per la senatrice Diana De Feo infine, componente della commissione Cultura di Palazzo Madama, il problema sta nell'assenza di una vera squadra di manutenzione. "Sono in 4 tra Pompei e l’area dei Campi Flegrei".

L'ULTIMO CASO - La casa della Venere in Conchiglia, tornata ieri alla ribalta, era già stata oggetto di episodi che ne hanno danneggiato gli affreschi. Nel 2001, i carabinieri pompeiani bloccarono un pregiudicato napoletano dopo che questi aveva sfregiato l’affresco della Venere nel giorno di San Valentino con un punteruolo, per disegnare un cuore ed incidere, all’interno, le sue iniziali e quelle della sua amata.

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