Cronaca

La figlia del Presidente: "Ci avete tolto dignità e lavoro. Pensate di proteggerci dal virus ma ci state uccidendo"

"Ci hanno fatto diventare rifiuti organici. Se le cose continuano così chiuderò per sempre". L'intervista di NapoliToday a Maria Cacialli

"Ci avete tolto dignità e lavoro. Pensate di proteggerci dal virus ma ci state uccidendo. Basta siamo stanchi, ridateci le nostre vite". E' il grido di dolore di Maria Cacialli, titolare de "La figlia del presidente", pizzeria di grande successo, prima che il Covid si abbattesse sulle nostre vite, di via del Grande Archivio nel centro storico di Napoli. A causa delle restrizioni il fatturato del locale si è quasi totalmente azzerato, l'asporto e il delivery infatti non bastano a coprire le spese e gli stipendi dei dipendenti della pizzeria. La delusione per Maria è doppia, visto che nel mese di giugno scorso aveva anche aperto un ristorante, nonostante la pandemia, anche per dare un segnale di ottimismo sul graduale ritorno ad una normalità agognata da tutti, ma ancora lontana.

-Maria Cacialli,  i ristoranti continuano a essere chiusi per il servizio al tavolo e non c'è chiarezza sulle riaperture. Come state vivendo questo momento?
"Il nostro settore resta chiuso e in ginocchio ormai stamm nderr e piedi e Ponzio Pilato".

- In piena pandemia avevate lanciato anche il ristorante, dimostrando grande ottimismo. Siete stati costretti a chiuderlo?
"Il ristorante è chiuso da un anno e continuo a pagare tasse acqua luce gas e il propietario da qualche mese ha accettato di dimezzare l'affitto, ma fino a poco fa ho pagato normalmente".

- Cosa chiedete alle istituzioni?
"Alle istituzioni chiediamo soltanto di lavorare ovviamente rispettando tutte le normative vigenti".

- Qual è l'ingente danno economico subito?
"E' catastrofico adesso. Parlo per me. Non ho più fondi e non so dove attingere. Abbiamo avuto qualche ristoro ma che sete ci ha tolto".

- Qual è la speranza per i mesi estivi?
"Nei mesi estivi ci auguriamo di poter lavorare in grazia di Dio e che non ci chiudano più, altrimenti almeno io non potrò aprire mai più e sarò costretta non le dico ad un gesto estremo perchè lo stato ci ha portato veramente sull'orlo di una crisi emotiva molto grave, ma poco ci manca. Ci hanno fatto diventare rifiuti organici. Io mi sento così demotivata e senza forze. Domani andrò a Roma insieme ai miei colleghi e farò di tutto per far sentire la mia voce.che sarà quella di tutti:"VULIMM SULU FATICA'" . Sto pensando anche di andare via se le cose continuano così, non so dove ma sicuramente in un posto migliore, dove chi governa protegge le categorie". 

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