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Un anno di lockdown, aumentano i napoletani che si rivolgono alla mensa dei poveri

NapoliToday ha passato una mattinata con padre Francesco Sorrentino e i volontati della Mensa del Carmine

Aumentano i poveri in città. Il Coronavirus non ha portato solo un’emergenza sanitaria, che tutt’ora ci sta travolgendo, ma anche una profonda crisi economica. Una crisi “democratica” che non sta risparmiando nessuno: giovani, anziani, operai, professionisti, senza dimenticare coloro che già prima della pandemia versavano in condizioni disagiate.

L’unica cosa che il Covid non ha frenato, però, è la solidarietà. Le mense cittadine, ad esempio, hanno continuato ad offrire pasti caldi alle persone meno abbienti. È il caso della mensa del Carmine del Centro Accoglienza Padre Elia Alleva, tra le più frequentate della città.

A dirlo sono i numeri. La mensa di via Marina, che conta circa 100 volontari, riesce ad offrire circa 400 pasti al giorno che salgono ad oltre 500 nei giorni festivi. Il tutto viene coordinato dal padre carmelitano Francesco Sorrentino, ma avviene sotto “l’occhio vigile” della Madonna “Bruna”: la Vergine del Carmelo venerata nella vicina Basilica del Carmine Maggiore.

"Da noi sempre più napoletani"

NapoliToday ha passato una mattinata proprio con padre Francesco e i volontari, documentando il grande lavoro (o meglio la grande missione) che ogni giorno viene svolto. “La povertà è aumentata tantissimo. Ci siamo ritrovati con numeri quintuplicati. La nostra utenza è fatta soprattutto di clochard e senza fissa dimora. Anche il numero dei napoletani è aumentato tantissimo. Si tratta di tante persone e famiglie che hanno un tetto, ma non hanno di che mettere a tavola”, racconta padre Francesco.

C’è un aspetto tenero, ma allo stesso tempo drammatico – ha continuato - Queste persone hanno pudore, vergogna di chiedere il cibo perché hanno bisogno. Ma quando si hanno dei figli, oppure si è perso il lavoro e si è qui per chiedere aiuto, questo ci fa comprendere il polso della situazione e del momento che stiamo vivendo”.

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