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Covid-19, la protesta dei medici: "Al fronte senza preparazione"

Mobilitazione organizzata dall'Anaao Assomed: "Almeno 350 specialisti mandati in prima linea senza tutele e senza essere adeguatamente formati per l'emergenza"

 

Una giornata di mobilitazione per ricordare che i medici non sono martiri da mandare al macello. Il D-Day proclamato dall'Anaao Assomed, associazione sindacale dei medici dirigenti, non è uno sciopero perché in piena emergenza Covid sarebbe stato irresponsabile, ma è una giornata di sensibilizazione per chiedere alle istituzioni, in particolare alla Regione, maggiore assistenza ai camici bianchi.

“In un momento di grande tensione dovuto alla seconda ondata - afferma Maurizio Cappiello, membro della direzione nazionale - sono emersi i deficit organizzativi di una Sanità in ginocchio e rispetto agli stessi nulla a oggi è stato previamente concordato con le parti sociali, con chi lavora sul campo ogni giorno. I continui comportamenti antidemocratici e al limite della sostenibilità e dell’accettabilità tenuti dalle Aziende e il silenzio istituzionale assordante dalla cabina di regia regionale ci obbligano ad una mobilitazione generale".

La 'd' sta per Diritti, Dignità, Decoro della professione, gli stessi che secondo Anaao sono stati calpestati a causa di profonde e incolmabili lacune organizzative, delle quali nessuno sta pagando le conseguenze se non pazienti e operatori sanitari. “Noi non ci stiamo al numero crescente di contagiati e decessi tra i medici, alla mancanza di tutele per chi è chiamato a curare la cittadinanza. Continueremo in tutti i modi possibili a difendere i diritti ed il lavoro in sicurezza perché noi medici non ci ti tiriamo indietro ma pretendiamo di poter erogare cure in sicurezza perché se si ammala il medico si ammala un sistema che rischia di morire“.

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