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Covid, il sindacato infermieri denuncia Asl e Regione: "Mancato rispetto del Piano pandemico"

Il Nursind Campania presenta due esposti alla Procura di Napoli: "Dpi, ventilatori e posti letto dovevano già essere disponibili prima dell'emergenza. Sulle terapie intensive differenze evidenti tra i dati del Ministero e quelli della Regione"

 

Mancato rispetto del Piano pandemico e numeri poco chiari sui posti letto. Sono dure le accuse che il Nursind Campania, sindacato delle professioni infermieristiche, muove contro il sistema sanitario regionale. A un anno circa dal primo caso Covid registrato a Napoli, ancora ci si chiede se l'emergenza poteva essere gestita meglio. Per il Nursind la risposta è certa: si, e anche molto. 

Per questo motivo, il sindacato ha depositato due denunce contro l'Asl Napoli 1 Centro e la Regione Campania. "La mancanza di un Piano pandemico è evidente - afferma il segretario Antonio Eliseo - A marzo abbiamo cominciato a combattere la pandemia a mani nude, senza dispositivi di protezione individuali. E' per questo che medici e infermieri sono diventati, poi, i primi diffusori del virus ed è per questo che abbiamo contato molti morti tra queste figure". 

Il Nursind sostiene, quindi, che nel momento in cui è stata dichiarata l'emergenza, la Regione dovesse essere già pronta: "La legge stabilisce che oltre al piano nazionale ce ne debba essere uno regionale e uno per ogni Aziena sanitaria locale - spiega Carlo Spirito, avvocato che si è occupato della parte legale delle denunce - Quello che è stato predisposto d'urgenza, cioé l'acquisto di dpi, il reperimento di ventilatori, l'aumento dei posti in terapia intensiva, doveva già essere previsto da questo piano e attuabile in un tempo rapido. Abbiamo chiesto il piano pandemico all'Asn Napoli 1 e ci è stato inviato un corposo documento realizzato, però, a pandemia già in corso".

Il secondo tema su cui il Nursind pone l'accento è il numero di posti in terapia intensiva disponibili in Campania a marzo 2020: "Confrontando i dati ministeriali con quelli della Regione - prosegue il legale - ci siamo accorti che i numeri non tornavano. La Regione aveva un numero nettamente inferiore di posti rispetto a quelli previsti dal Piano sanitario. E tutte le azioni messe in campo durante la pandemia sono servite soltanto a recuperare i posti mancanti".

In effetti, dalla denuncia si evince che, secondo quanto riportato dal Ministero della salute nel 2018, la Campania avrebbe dovuto poter contare su 432 posti di terapia intensiva, 281 di pneuomologia e 239 di malattie infettive. La realtà denunciata dal Nursind, su dati del 7 marzo 2020, è decisamente peggiore: 335 posti di terapia intensiva, 119 posti di pneumologia, 192 di malattie infettive.

Ma anche i conti sui posti disponibili oggi, dopo un anno di emergenza, lasciano perplessi i dirigenti del sindacato infermieri: "Non è chiaro se questi posti siano nominali o realmente disponibili. In termini di legge, un posto è disponibile se attivabile in 24-48 ore, mentre appare chiaro che ciò non sia possibile in molti casi". L'esposto punta il dito contro gli ospedali modulari, i famosi Covid Hospital realizzati in prefabbricati a Napoli, Caserta e Salerno: "Se prendiamo il caso di Napoli - analizza Carlo Spirito - ci dobbiamo rendere conto che siamo in presenza di una struttura che a dicembre 2020 aveva attivato solo 32 dei 72 posti dichiarati. E per farlo ha utilizzato personale del San Giovanni Bosco. Come se non bastasse, i moduli realizzati a Ponticelli non hanno mai ricevuto l'autorizzazione sanitaria del Comune, obbligatoria per legge". 

Sebbene la denuncia del Nursind sia incentrata su quanto accaduto nei dodici mesi appena trascorsi, l'obiettivo è quello di prevenire ulteriori emergenze in quelli che verranno, come spiega lo stesso segretario Antonio Eliseo: "Sia il personale che i cittadini meritano un po' di chiarezza. Come pensiamo di affrontare una terza ondata senza avere reale contezza delle armi di cui possiamo disporre?"

E' doveroso specificare che siamo di fronte a una querela di parte che, al momento, non è stata ancora vagliata dalla magistratura. Non ci sono, quindi, al momento, implicazioni di alcun tipo per Asl Napoli 1 Centro e Regione Campania.  Saranno gli inquirenti a vagliare l'effettiva validità delle accuse mosse dal sindacato infermieri. 

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