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Covid, famiglia di Portici in isolamento da un mese: "Ci hanno abbandonato"

Un'odissea cominciata il 13 settembre con la positività di una delle figlie. Padre, madre e sorella, risultati negativi al primo tampone, sono ancora in attesa del secondo test: "Siamo sequestrati in casa"

 

Da oltre un mese non possono lavorare, andare a scuola e nemmeno fare la spesa. Si tratta di una famiglia di Portici che si sta scontrando con la burocrazia ai tempi del Covid-19. Un'odissea cominciata il 13 settembre, come racconta Valeria Esposito, moglie e madre di due figlie di 15 e 18 anni: "La più piccola aveva sintomi simili a quelli del contagio da Coronavirus e abbiamo contattato l'Asl Napoli 3 Sud. Sono venuto a casa dopo 10 giorni e mia figlia è risultata positiva al tampone. A quel punto, tutta la famiglia è stata messa in isolamento in attesa dei test. Dopo pochi giorni abbiamo avuto i risultati ed erano tutti negativi". 

A questo punto, però, è partito il secondo giro di controlli, ma qualcosa non ha funzionato: "I primi tamponi li ha trattati l'Istituto zooprofilattivo di Portici e i risultati sono arrivati presto. Non sappiamo perché i successivi siano stati inviati all'ospedale di Nola, da cui non abbiamo avuto più notizie. Gli ultimi test li abbiamo effettuati il 9 e 10 ottobre. E' arrivato solo il responso per mia figlia, che purtroppo è ancora positiva. Noi altri familiari siamo ancora bloccati". 

Una situazione che pesa anche sulle condizioni psicologiche della famiglia: "La ragazza è chiusa nella sua stanza da un mese - racconta Veronica - Piange, non va a scuola, è chiusa in se stessa. Me la stanno rovinando, eppure lei ora sta bene. Noi non possiamo andare a lavorare e stiamo chiusi in quattro mure, abbandonati da tutte le istituzioni". 

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