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La denuncia di un paziente oncologico: “Terapie garantite, ma esami di controllo a nostre spese”

“La convenzione dei centri diagnostici privati con le Asl è al momento sospesa. Nessun ambulatorio accetta più l'impegnativa. Mi chiedo come fa, chi non ha la disponibilità economica, a pagare gli esami privatamente”. Le parole di rammarico di Vittorio

A causa dell’aumento dei contagi da Covid-19, dal 18 ottobre in Campania sono stati sospesi sia i ricoveri programmati "non urgenti", medici e chirurgici, nelle strutture ospedaliere pubbliche, sia le attività ambulatoriali negli enti del Servizio Sanitario Nazionale, ad eccezione delle prestazioni con carattere di urgenza, come nel caso dei pazienti oncologici e in dialisi. Vengono garantiti, quindi, i trattamenti di emodialisi e le sedute di radioterapia, chemioterapia e immunoterapia, ma non gli esami di controllo necessari per monitorare l’evoluzione della malattia in questi pazienti. Dal 18 ottobre non è più possibile effettuare questi esami diagnostici né in ospedale, dove solo chi è ricoverato vi ha accesso, né nei centri privati convenzionati con il sistema sanitario pubblico. Questo perchè la convenzione con le Asl campane è al momento sospesa. NapoliToday ha intervistato Vittorio, 63 anni, paziente oncologico in trattamento, per farsi raccontare la sua battaglia contro la malattia e le falle di un sistema sanitario regionale “sfinito” da un’emergenza inaspettata e incontrollabile.

“Ho scoperto di avere la malattia agli inizi di dicembre. A febbraio ho iniziato con i primi cicli combinati di chemio e immunoterapia. Da agosto, grazie a una regressione della malattia, mi sto sottoponendo solo a sedute di immunoterapia, ogni ventuno giorni. Nel corso del trattamento - spiega Vittorio - vanno fatti alcuni esami ematici e strumentali, come la Tac. Sono controlli necessari per monitorare l’evoluzione della malattia e “modulare”, in base ai risultati di questi, la terapia. Con il blocco dei ricoveri e delle attività ambulatoriali dal 18 ottobre, non ci vengono più garantiti questi esami. Ci tengo a chiarire che i malati oncologici in trattamento non sono stati abbandonati. Le terapie non si sono mai fermate, e avvengono nel rispetto di tutte le misure di sicurezza. Al Pascale - è qui che mi sottopongo al trattamento - non mi hanno mai fatto saltare una seduta, né una visita ambulatoriale. Il problema riguarda gli esami di controllo che dovrò fare a breve, avendo completato l’ultimo ciclo di immunoterapia. Non potendo più accedere agli ambulatori nei presidi ospedalieri, posso solo rivolgermi ai centri diagnostici privati convenzionati, che, però, non accettano più l’impegnativa perchè la convenzione con le Asl é bloccata. Questi controlli, non rientrando nei casi indifferibili e urgenti, sono stati sospesi, tutto è stato rinviato. Ma io, come altri malati oncologici, non possiamo aspettare. I medici hanno bisogno ora dei referti per capire se la mia terapia deve subire una riduzione o un potenziamento. E’ assurdo che la Regione Campania non copra anche le spese per questi esami che sono fondamentali come la terapia stessa. Il problema non riguarda solo il malato oncologico, ma anche il diabetico, e altri tipi di pazienti che hanno la necessità di fare controlli. L’unica possibilità rimane, quindi, quella di rivolgersi ai centri privati pagando l’intero importo. Tra Tac, elettrocardiogramma, ed esami ematici, andrò a pagare circa 600 euro. Con l’aiuto di alcuni familiari riuscirò ad affrontare questa spesa. Ma chi non ha la disponibilità economica, chi ha perso il lavoro, chi non una famiglia alle spalle che può aiutarlo, come fa!? La Regione dovrebbe capire che non può lasciare da solo un malato con una patologia seria come questa, non può metterlo nelle condizioni di non poter fare degli esami di controllo necessari e “vitali”. Se la Regione non ha soldi per pagare questi ambulatori privati, dovrebbe creare almeno un canale preferenziale nei presidi ospedalieri per le persone affette da patologie serie, come il tumore. Il governo ha avuto più di sette mesi per elaborare un piano strategico che scongiurasse il rischio di un collasso del sistema sanitario pubblico. A fine lockdown già si parlava di seconda ondata Covid. Le uniche cose che hanno saputo fare - conclude Vittorio - sono il bonus vacanze e il bonus bici e monopattini”.

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