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Processo a Matachione: «Intercettazioni inutilizzabili»

Istanza della difesa per ottenere l'annullamento della prova principe nel processo per corruzione

«Le intercettazioni sono inutilizzabili perché autorizzata sulla base di un esposto anonimo che ha dato vita ad un'altra inchiesta». È questa in sintesi la motivazione addotta all'istanza di inutilizzabilità delle intercettazioni presentata dai legali di Nazario Matachione, l'imprenditore del settore farmaceutico soprannominato il “re delle farmacie” per i numerosi punti vendita in provincia di Napoli. I penalisti Elio D'Aquino e Bruno Von Arx hanno avanzato questa questione preliminare nel processo che vede imputato l'imprenditore per corruzione. L'accusa ai suoi danni è quella di aver messo su un vero e proprio “sistema” a partire dal 2014, per ottenere favori ed evitare controlli tramite i propri contatti in Regione Campania. Il caso è nelle mani dei sostituti procuratori, Henry John Woodcock e Celeste Carrano che hanno seguito l'inchiesta sin dall'inizio.

Secondo la contestazione della pubblica accusa, Matachione avrebbe “pagato” con favori l'impegno di Celentano, funzionario del settore Sanità in Regione ed ex assessore a Trecase, nel fargli ottenere delle autorizzazioni oltre che fargli conoscere in anticipo i test d'ingresso della facoltà di Farmacia. Alla sbarra risulta poi anche Nicola D'Alterio ai cui danni l'accusa è sempre quella di aver favorito l'imprenditore utilizzando il suo ruolo di funzionario regionale. Indagati anche il figlio di Celentano e Francesco Mariano, figlio di un'altro funzionario regionale assunto in una farmacia a San Giorgio a Cremano per ottenere poi il via libera all'apertura di altre farmacie sul territorio. La Regione Campania ha già presentato, inoltre, la propria costituzione come parte civile intenzionata a chiedere i danni d'immagine.

Il procedimento è rimasto a Napoli nonostante il tentativo dei legali di Matachione di spostarlo a Torre Annunziata convinti che il presunto reato fosse stato consumato a Trecase. I penalisti stanno tentando così di bloccare uno degli elementi alla base del castello accusatorio ai danni del proprio assistito nelle prime fasi del processo. Spetta adesso ai magistrati napoletani decidere sulla legittimità dell'istanza.  

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