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La spesa solidale dello Sgarrupato: "Aiutiamo gli ultimi degli ultimi"

Due buste a settimana distribuite dal Centro dei Ventaglieri alle famiglie messe in ginocchio dall'emergenza Coronavirus: "C'erano famiglie che vivevano con 20 euro al giorno a nero. Oggi non hanno nulla"

 

"In situazioni come queste, scopri che dopo gli ultimi ci sono gli ultimi degli ultimi. Ecco, noi aiutiamo loro". Dall'inizio dell'emergenza sanitaria, i volontari del Centro O' Sgarrupato, a pochi passi dal parco dei Ventaglieri, sostengono le famiglie che non hanno risorse neanche per mangiare. "Chi sono gli ultimi degli ultimi? Sono quelli che prima lavoravano in nero per pochi euro al giorno e oggi non hanno nulla, nemmeno un sussidio dallo Stato. - spiega Luigi Volpe - Portiamo due spese a settimana a 180 famiglie della zona. Nella prima i generi di primissima necessità, mentre la seconda è un rinforzo. Poi abbiamo le consegne extra, quando ci sono situazioni d'emergenza". 

Chi chiede aiuto preferisce non mostrarsi all'obiettivo della telecamera. Non potersi sostentare autonomamente è uno smacco. Nella busta trovano pasta, olio, sugo, zucchero, caffè, sale, tonno. In alcune situazioni, in presenza di tanti bambini, grazie a donazioni specifiche è possibile consegnare anche carne: "Abbiamo cominciato con pochi spiccioli - racconta Bianca Verde - ma appena si è sparsa la voce siamo stati inondati da attestati di solidarietà. Facciamo in modo che le persone non escano di casa, un po' per sicurezza, un po' per preservare la privacy". 

In ogni emergenza, però, c'è anche chi specula: "Sappiamo che qualcuno potrebbe non aver bisogno e prendere lo stesso, così come prendere più volte da più gruppi. sostengono i volontari - Per questo motivo, tutte le associazioni del territorio confrontano gli elenchi e se qualcuno compare due volte viene tolto per dare spazo ad altri".

Se il lockdown dovesse proseguire ancora per molto, la crisi sanitaria diventerà crisi sociale: "Ci sono due ordini di problemi - afferma Angela Parlato - C'è un aspetto psicologico, che riguarda soprattutto chi vive in bassi di 20-30 metri quadrati e la sua vita l'ha sempre vissuta fuori casa. Oggi vivono in tanti in un spazio angusto". Poi c'è l'aspetto economico: "Quello che facciamo non basta - conclude Bianca Verde - la solidarietà va bene fino a un certo punto. Ma prima o poi, lo Stato dovrà permetterci di portare avanti la quarantena con dignità". 

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