Coronavirus, la Regione prolunga la quarantena fino al 14 aprile

Il presidente De Luca ha prorogato anche tutte le misure finora adottate e che scadevano il 25 marzo

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ha disposto con un'ordinanza la proroga delle misure restrittive contro il Coronavirus fino al prossimo 14 aprile. Con l'ordinanza numero 23 del 25 marzo pubblicata sul Burc, il presidente della Regione ha deciso di continuare con la linea di contenimento in vista della possibile espansione del virus al Sud e nella regione campana. Prorogato il divieto di uscire dalle abitazioni, tranne che in caso di "comprovate esigenze lavorative per le attività consentite, situazioni di necessità o motivi di salute". L'atto firmato da De Luca proroga le disposizioni contenute nell'ordinanza numero 15 del 13 marzo 2020 che scadevano proprio nella giornata di oggi. Continua la scelta della quarantena e l'applicazione di tutte le altre restrizioni applicate per favorire il distanziamento sociale. 

Per motivare la sceltaa è stato "considerato che la situazione sussistente ad oggi sul territorio regionale, quale rappresentata dai report ufficiali dell'Unità di Crisi regionale, registra un numero di contagi, alla data del 24 marzo 2020, pari ad oltre n.1194 unità" e che "gli studi epidemiologici pervenuti dall'Unità di Crisi dimostrano la sussistenza di un trend di crescita lineare dei pazienti positivi". Inoltre "l'Unità di Crisi ha segnalato che si rende necessario, anche in concomitanza con il ritorno di temperature rigide, protrarre le misure adottate con la citata ordinanza n.15 al fine di minimizzare la possibilità di ulteriori, probabili, spread diffusivi del virus per almeno ulteriori 20 giorni". Nessun passo indietro anche rispetto a tutti i chiarimenti e le restrizioni chiarite con l'atto numero 6 del 14 marzo, con il quale la Regione Campania vietava l'attività sportiva anche se in forma individuale in quanto "non compatibile con il contenuto dell'ordinanza". (In allegato l'ordinanza del presidente De Luca) 

Tutte le notizie sul Coronavirus 

Sale il numero dei contagiati in Campania

Sono più di 100 le persone in totale risultate positive al Coronavirus nel corso della giornata di oggi. Alla prima rilevazione di oggi pomeriggio, la task force della Protezione civile ha aggiunto i dati arrivati in serata. Si tratta in totale di 110 persone risultate positive oggi divise così rispetto ai vari centri d'analisi regionali: al Cotugno su 234 tamponi, 21 positivi; al Ruggi di Salerno su 101 tamponi, 15 positivi; al San Paolo su 40 tamponi, otto positivi: alla Fedeerico II su 20 tamponi, cinque positivi; al Sant'Anna di Caserta su 116, nove positivi; al Moscati di Avellino su 121 tamponi, nove positivi. In totale vanno aggiunti i 67 positivi della sessione serale a quella comunicata nel pomeriggio. Il totale delle persone infette sale a 1309 su 8667 tamponi analizzati. 

Dimessa la prima pazienta trattata col farmaco anti-artrite

Arriva un'ottima notizia sul fronte delle cure contro il Coronavirus. La prima paziente curata con il farmaco Tolicizumab, sperimentato dall'equipe del dottor Paolo Ascierto, è stata dimessa dall'ospedale Cotugno ed è potuta tornare a casa. Si tratta di una donna di 59 anni che lo scorso 13 marzo ha cominciato la terapia sperimentale riconosciuta poi in un protocollo Aifa e che al momento viene testata su 330 pazienti in tutta Italia. Il farmaco anti-artrite reumatoide che combatte le compromissioni polmonari ha dato i suoi effetti sulla paziente che è potuta così tornare a casa. La donna era stata la prima a essere sottoposta a quello che sembrava un tentativo disperato e che invece ha dimostrato sortire ottimi risultati se applicato in un particolare momento del decorso della malattia. Potrebbe a breve anche avere una validazione scientifica che permetterebbe l'utilizzo su larghissima scala ma a Napoli è stato già utilizzato in diverse occasioni portando all'estubazione dei pazienti in terapia intensiva come successo nell'ultimo caso con quattro casi poche ore fa. 

Le parole di De Luca 

“Buone notizie dall’ospedale Cotugno: torna a casa la prima paziente, una signora di 59 anni, che il 13 marzo scorso aveva iniziato la terapia sperimentale a base del Tolicizumab, testato dall’Ospedale dei Colli e dall’Istituto Nazionale Tumori IRCCS "Fondazione G. Pascale" di Napoli, attualmente su oltre tremila pazienti in tutta Italia. Sempre cauto ottimismo e tanta speranza”. Queste le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca che ha salutato le dimissioni della donna con cauto ottimisimo. Nel pomeriggio lo stesso numero uno di Palazzo Santa Lucia aveva lanciato un grido d'allarme sulle forniture mediche promesse alla Campania e non ancora arrivate. Si tratta di strumenti per allestire le unità di terapia intensiva. 

La lettera inviata al Governo

"La comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante. Il richiamo a numeri più contenuti di contagio al Nord, rischia di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica. I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno. Siamo alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud. Per noi è questione di ore, non di giorni. Abbiamo fatto con migliaia di operatori, sforzi giganteschi per poter reggere. Ma non si può scavare nella roccia con le mani nude. Dobbiamo registrare il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali, in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla. Il livello di sottovalutazione è gravissimo. Non si è compreso che gli obiettivi strategici sono due: contenere il contagio al Nord; impedire la sua esplosione al Sud. In queste condizioni, ci avviamo verso una tragedia doppia. Il quadro riassuntivo, per noi, è contenuto in questo prospetto allegato. Dopo aver creato decine di posti letto nuovi per la terapia intensiva, rischiamo di non poterli utilizzare per mancanza di forniture essenziali. Zero ventilatori polmonari; zero mascherine P3; zero dispositivi medici di protezione. A fronte di un impegno ad inviare in una prima fase 225 ventilatori sui 400 richiesti, e 621 caschi C-PAP, non è arrivato nulla. Questi sono i dati. E dunque, non si può non rilevarlo in maniera brutalmente chiara. So che la situazione è difficile per tutti. Non voglio alzare i toni. Ma non posso non dire che per quello che ci riguarda, ci separa poco dal collasso, se il Governo è assente. Mi auguro che almeno i numeri rendano evidente la drammaticità della situazione. Si rischia di vanificare un lavoro gigantesco che ci ha consentito di reggere, in una realtà della cui complessità non è il caso di parlare oltre, e di offrire anche al Paese una terapia farmacologica utile. Permanendo questa nullità di forniture, non potremo fare altro che contare i nostri morti".

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Ancora un decesso a San Giorgio: morta una suora 

Ancora un decesso a San Giorgio a Cremano a causa del Coronavirus. A perdere la vita oggi è stata un'anziana religiosa dell'ordine Congregazione delle Suore di Maria Santissima Addolorata, Serve di Maria dell'Istituto Regina Mundi in via Salvo D'Acquisto che aveva dedicato tutta la sua vita ai bambini. La notizia della dipartita della suora è stata data dal primo cittadino, Giorgio Zinno che ha espresso il proprio cordoglio sul suo profilo Facebook. Con un post ha annunciato la perdita e ha poi lanciato un messaggio alla cittadinanza con una campagna social. Un modo per sensibilizzare i propri concittadini sui rischi che la diffusione del virus comporta. Ieri c'era stato un altro decesso e due giorni fa il primo della triste lista cittadina.

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