Coronavirus, superati i mille positivi in Campania (7% sintomatici): torna il rischio lockdown

Nove i nuovi morti e cinque ricoveri in terapia intensiva nelle ultime ore. Bollettino del 15 ottobre in Campania

Contagi sempre più alti in Campania, come evidenziato dall'ultimo bollettino reso noto dall'Unità di Crisi regionale. Superati i 1100 contagi anche se a fronte di oltre 13.700 tamponi. Nove i deceduti ma tale dato comprende anche i giorni passati. Torna il rischio lockdown regionale, visto che De Luca aveva parlato di possibili ulteriori restrizioni, sino al lockdown, nel caso di un differenziale tra positivi e guariti superiore a 800. Sono 8804 i nuovi casi in Italia con 83 decessi (la Lombardia supera i duemila casi).

DATI CAMPANIA

Positivi del giorno1.127

di cui:

Sintomatici: 72

Asintomatici: 1.055

Tamponi del giorno: 13.780

Totale positivi: 21.772

Totale tamponi: 723.005

Deceduti del giorno: 9 (*)

Totale deceduti: 496

Guariti del giorno: 317

Totale guariti: 8.032

​Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva complessivi: 110

Posti letto di terapia intensiva occupati: 66 (+5)

Posti letto di degenza complessivi: 820

Posti letto di degenza occupati: 762 (+27)

* Deceduti negli ultimi 5 giorni ma registrati ieri

15 ottobre 2020 completa-2

Sondaggio, cresce in Campania la preoccupazione per la seconda ondata

Tornano a crescere in Campania i timori per la diffusione del Coronavirus: oltre 8 cittadini su 10 si dichiarano preoccupati. Il dato emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis per NapoliToday e per le testate regionali campane del Gruppo editoriale Citynews.

“L’aumento esponenziale del virus negli ultimi giorni – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – sembra dovuto ad una minore osservazione delle misure di prevenzione, allentate progressivamente durante l’estate”. 

Secondo il trend Demopolis, dopo una netta flessione nella stagione estiva, con un minimo raggiunto ad inizio settembre, la preoccupazione dei campani per il Covid è cresciuta di oltre 30 punti nell’ultimo mese, raggiungendo l’81%, quota non lontana dai dati di primavera.

grafico1-2

In Campania, le apprensioni dei cittadini sono nettamente connesse alla valutazione della possibile risposta sanitaria ad una seconda ondata. Il 54% degli intervistati ritiene che le strutture campane non siano adeguate ad affrontare, in prospettiva, un’eventuale crescita esponenziale della diffusione del Coronavirus.

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Considerati i crescenti timori, l’opinione pubblica campana ha condiviso la recente scelta che obbliga all’uso delle mascherine anche all’aperto. Favorevole all’uso in tutte le circostanze si dichiara il 53% dei cittadini intervistati da Demopolis, mentre il 38% ne condivide l’uso, eccetto i casi in cui si sia da soli. Contraria all’uso delle mascherine è il 9% degli intervistati.

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Coerentemente, l’opinione pubblica campana concorda con le scelte restrittive assunte dal Presidente della Regione in queste settimane. L’imposizione dell’obbligo di chiusura anticipata dell'attività di ristoranti, pizzerie, bar e gelaterie risulta necessaria e condivisibile per il 63% dei campani.

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Nel sondaggio condotto da Demopolis per Citynews, è stato chiesto ai cittadini campani anche un giudizio sulla proroga del “Reddito di emergenza”, con una ulteriore finestra di metà ottobre per inoltrare le richieste. La misura di aiuto era nata proprio come risposta emergenziale all’impatto del Covid-19 sui segmenti più fragili, essendo destinata ai cittadini con bassi redditi e patrimoni, ma esclusi da altri strumenti di sostegno la cassa integrazione, reddito di cittadinanza, o bonus per gli autonomi. Ma che cosa pensano i campani del “Reddito di emergenza”? I due terzi degli intervistati esprimono valutazioni positive. Un quinto valuta male la misura, ma soprattutto perché non continuativa e di importo troppo esiguo.

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In merito, infine, alle ultime limitazioni decise dal Governo per il contenimento del Coronavirus, i cittadini valutano le nuove misure opportune, anche se un ampio segmento pensa che si tratti di interventi settoriali e troppo timidi di fronte all’esigenza di frenare la curva esponenziale dei contagi.

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