Cronaca Pomigliano d'arco

Coronavirus, nuovo caso a Pomigliano: si aspetta la conferma dello Spallanzani

Ha frequentato l'avvocato di Napoli, primo infetto in città. E' il 14esimo in Campania

Potrebbe essere il 14esimo caso in Campania quello che è stato segnalato negli ultimi minuti dal sindaco di Pomigliano d'Arco, Lello Russo. Il sindaco della cittadina vesuviana ha dichiarato che un suo cittadino è risultato positivo al test all'ospedale Cotugno di Napoli e che il tampone è adesso in viaggio per la conferma finale dell'Istituto superiore di Sanità. Si tratta di un uomo che ha avuto contatti con il paziente uno di Napoli, l'avvocato primo ammalato nel capoluogo partenopeo. Attualmente l'uomo si trova in quarantena nella sua abitazione e non mostra alcun sintomo ma si è sottoposto al tampone proprio per aver frequentato il malato napoletano.

Le parole del sindaco di Pomigliano

"La persona si trova in quarantena e non mostra alcun sintomo. Ho comunicato al telefono con lui e tengo a dire che le sue condizioni psicologiche sono ottime. Da questo istante sarò in costante contatto con le autorità sanitarie e le istituzioni sovracomunali e avrò premura di tenere informata costantemente la cittadinanza. Per adesso, giacché il soggetto si trova in quarantena e non ha modo di entrare in contatto con altre persone, non si rende necessario alcun altro provvedimento" questo il commento del primo cittadino di Pomigliano.

La conferenza di De Luca 

In mattina il presidente De Luca ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto della situazione e annunciare che i casi erano saliti a 13. Queste le parole del numero uno di Palazzo Santa Lucia: “Ogni cittadino ha una grande responsabilità personale, senza problema resta difficilmente governabile. In Campania non sempre abbiamo riscontrato responsabilità. Ognuno è responsabile per sé e per la comunità. Denunceremo chi non rispetta obblighi. Chi dovesse avere problemi, rimanga a casa e contatti in primo luogo il medico di famiglia che deciderà se avviare la procedura”.

De Luca: “Denunceremo gli irresponsabili” 

Alle 23 di ieri erano 11 i casi positivi, attualmente abbiamo 13 casi conclamati, non tutti certificati dall'Istituto di Sanità, ma sono risultati positivi al Cotugno. Nove a Napoli, due a Caserta e Mondragone e uno a Vallo della Lucania. La priorità adesso è contenere il contagio. Evitare la diffusione del contagio in maniera incontrollata. Abbiamo individuato il caso indice e non ci sono focolai in Campania. A Napoli abbiamo avuto una vicenda che ha riguardato un professionista. La persona è stata in movimento una settimana e ha svolto attività nel suo studio per altri quattro giorni. Il 26 si è recato al Cotugno e gli è stato fatto un tampone i cui risultati gli sono stati comunicati a casa. Da questo paziente derivano tra i sei e gli otto contagi. Tutti i colleghi di studio. Alcuni hanno partecipato a udienze in tribunale. Ha coinvolto lui stesso altri 11 avvocati suoi colleghi.

Il richiamo al senso di responsabilità

È la dimostrazione di come si diffonde il contagio quando non c'è senso di responsabilità. Per quanto riguarda il caso nel Cilento. La tecnica di laboratorio impiegata in ospedale a Cremona dove ci sono almeno 80 casi. Un tecnico di laboratorio deve avere consapevolezza piena e deve mettere in campo comportamenti di responsabilità nei confronti della propria comunità. Noi abbiamo dovuto ricostruire tutto il sistema di contatti avuti da questo soggetto. Questi esempi sono solo per dire quello che ricade sul personale sanitario dopo gesti irresponsabili. Complessivamente stiamo presentando un'immagine di efficienza come sanità campana. Grazie ai medici del Cotugno. 

#Napolinonsiferma: il video emozionante contro il Coronavirus

Parliamoci con chiarezza, è un ragionamento che faccio per i sindaci che possono adottare due comportamenti. Quello opportunistico e bloccare tutto e non avere responsabilità. Oppure sentirsi parte dello Stato e adottare provvedimenti seguendo la scienza e non far morire l'economia del nostro Paese. La salute prima di tutto ma quando abbiamo gli elementi utili è giusto non bloccare l'economia. Non possiamo tenere per esempio le scuole chiuse per mesi in zone dove non c'è un'emergenza. Questo prima o poi rischia di produrre un altro danno enorme e pesante sulla formazione di migliaia di studenti che rischiano di perdere un anno scolastico. 

Le condizioni dei pazienti 

Per quello che riguarda la realtà della Campania abbiamo pazienti specifici e sui 13, tre pazienti sono ricoverati e in buone condizioni e gli altri sono a casa per la quarantena ma non abbiamo casi drammatici di pazienti ricoverati in rianimazione. Per quanto riguarda le forniture di materiale sanitario abbiamo avuto delle preoccupazioni ma ieri abbiamo risolto con l'arrivo di 300mila maschere chirurgiche e non abbiamo problemi per l'approvvigionamento del materiale sanitario. Stiamo lavorando anche per capire quanti posti letto riservati abbiamo per i casi più gravi. È chiaro che siamo di fronte a un problema che richiede un aggiornamento continuo. Tra un'ora farò una videoconferenza con il presidente del Consiglio per avere direttive. Nella situazione attuale tutte le attività pubbliche possono e devono essere riprese salvo diverse indicazioni che dovessero arrivare dal governo. A oggi rimane fermo quello che è stato stabilito. Possiamo riprendere con grande tranquillità l'attività scolastica dal 1 marzo. Gli uffici devono rimanere aperti, i concorsi devono essere espletati. Va avanti la vita, se dovesse prevalere il panico si fa male sul serio. Ogni cittadino deve essere responsabile dell'Italia per quel pezzettino che può.

L'intervista esclusiva all'avvocato

Per le attività economiche ci saranno delle disdette e dobbiamo cominciare a dire al Governo che i colpi della ricaduta l'abbiamo anche noi in Campania ma ne parleremo nelle prossime ore. Lunedì incontrerò le categorie economiche. Infine una considerazione politica. Mi pare che si stia riprendendo un clima positivo. Abbiamo avuto un clima schizzoide. Poi prevale il carattere italiano genetico a fare il casino. Pare che siamo tornati alla normalità. Nei mesi scorsi abbiamo avuto un dibattito sull'Autonomia differenziata. La Campania è andata contro quindi credo di avere titolo di dire che le polemiche fatte sono venute fuori tempo massimo e sull'argomento sbagliato. Mai come in questo caso è emersa la necessità di una funzione regionale della sanità. Come faceva Roma a interloquire con ottomila comuni d'Italia. Evitiamo cose propagandistiche. Noi dobbiamo essere uno Stato, una Nazione, salvaguardando il carattere nazionale di Sanità e Scuola. Senza regioni il problema sarebbe stato ingovernabile”.  

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