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Coronavirus, i medici: "Ancora senza mascherine. Non siamo pronti se i contagi aumentano"

L'analisi dell'Anaao Assomed, associazione dei dirigenti medici: "I posti sono sufficienti se i numeri restano questi. I dispositivi di protezione e i tamponi per i sanitari non sono stati ancora distribuiti"

 

"Se i numeri restano questi allora possiamo reggere, ma se arrivassero al livello di quelli lombardi si rischierebbe la tragedia". Maurizio Cappiello, direzionale nazionale Anaao Assomed, l'associazione dei medici dirigenti, fa il punto della situazione su dispositivi di protezione, posti letto e carenza di personale, confermando la preoccupazione di molti tra istituzioni e addetti ai lavori: le nostre strutture non potrebbero sostenere un cospicuo aumento del contagio. 

"Aspettiamo le mascherine come il pane - conferma Cappiello - ma al momento, su Napoli, sono Villa Betania e Cardarelli ne sono dotati a sufficienza. Per gli altri, alle 10.40 del 18 marzo, dobbiamo registrare ancora ritardi nella distribuzione. Così come per i tamponi destinati al personale sanitario. E' doveroso controllare chi è a diretto contatto con i contagiati, ma ciò avviene solo in alcuni ospedali, come il Pascale e Villa Betania, ma nelle altre strutture le disposizioni regionali non vengono rispettate". 

Il tema più delicato resta quello dei posti letto, quasi raddoppiati dopo gli investimenti della Regione Campania. Nonostante questo, potrebbero non essere sufficienti se la situazione dovesse degenerare: "Siamo partiti da una situazione di circa 272 posti di terapia intensiva su base regionale, più 10 degli ospedali religiosi e 70 delle cliniche private. Con l'attivazione delle unità Covid al Loreto Mare, al Cardarelli, all'Ospedale dei Colli e in altre strutture campane avremo 430 posti letto. Potrebbero essere sufficienti se i numeri restano questi. Non lo saranno se raggiungiamo i livelli della Lombardia". 

Il vero banco di prova potrebbe arrivare tra una settimana, quando si potranno calcolare le conseguenze dell'esodo dal Nord, avvenuto tra il 7 e l'8 marzo scorso: "Abbiamo stimato che sono almeno quattromila le persone rientrate in Campania da regioni Settentrionali. Considerando il periodo di incubazione, solo tra sette giorni potremo capire quanti saranno i contagi dovuti all'esodo e anche se la Campania potrà reggere l'impatto". 

Anche per quanto riguarda il personale sanitario, sono molti gli ospedali che soffrono carenze strutturali: "L'Ospedale Cotugno è in difficoltà perché sta reggendo la maggior parte dell'emergenza. Va bene il reclutamento massivo, ma attenzione a non affidarsi a medici inesperti. Sarebbe importante far scorrere l graduatorie attualmente in atto". 

Chi si ammala oggi di patologie che nulla hanno a che fare con il Covid-19, rischia di essere abbandonato: "Possiamo portare avanti solo le terapie non procrastinabili, per il resto siamo obbligati a posticipare alla fine dell'emergenza. I danni di ciò potremo capirli solo tra alcuni mesi". 

(La redazione di Napolitoday specifica che la situazione negli ospedali è in continua evoluzione e i numeri forniti in questo servizio potrebbero cambiare nelle prossime ore) 

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