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La testimonianza: "Così ho sconfitto il Coronavirus"

Edgardo Filippone, docente di Agraria, ha superato la malattia: "Sono stati dieci giorni molto duri. Alle persone consiglio di non affollare i pronto soccorso"

 

"Sono in attesa dell'ultimo tampne negativo, ma posso dirlo: ho sconfitto il Coronavirus". Edgardo Filippone esulta dopo dieci giorni che definisce "particolarmente brutti". Aspetta la controprova finale ma, ormai, il Covid-19 è alle spalle e lui, docente del Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli, è già tornato a fare lezione ai suoi studenti: "A distanza, ovviamente, perché per l'unico modo di arginare il virus è restare a casa". 

Dalla scoperta di essere infetto alla degenza domiciliare, il tempo è stato brevissimo: "Ho partecipato a un convegno a Reggio Calabria, insieme a un collega proveniente dalla Lombardia. Dopo poco ho avvertito i primi sintomi influenzali. Mi sono preoccupato, ma la conferma mi è giunta quando sono stato informato che il collega in questione  era in terapia intensiva per polmonite da Coronavirus. Il 2 marzo mi sono recato all'Ospedale Cotugno di Napoli. Per fortuna, mia moglie è risultata negativa, mentre il mio tampone ha dato riscontro positivo". 

Nel giro di poche ore, le condizioni di Filippone sono peggiorate: "Ammetto di non avere contratto una forma particolarmente violenta del virus, ma non sono stato affatto bene. Febbre alta, astenia, nausea ma fortunatamente nessuna complicazione respiratoria. L'altra fortuna è che mia moglie è un medico e mi ha assistito. Grazie a lei e ai miei colleghi che mi hano sostenuto psicologicamente a distanza ho superato questo brutto momento". 

Non tutti, però, hanno la fortuna di avere un medico in casa e, quindi, Edgardo Filippone lancia un appello: "Non affollate i pronto soccorso. Non sono è inutile, ma anche pericoloso. Perché un paziente potrebbe presentare sintomi influenzali ma non avere il Covid-19 e andando in pronto soccorso affollato potrebbe contrarlo. Affidati ai numeri regionali". 

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