Incinta e con figlia affetta da malattia rara torna a casa per visite urgenti: multata

La storia di Claudia, 34enne napoletana, e della sua famiglia. A fine aprile il gruppo (Claudia, la figlia di 5 anni affetta da Metilmalonicoacidemia, la madre e il compagno) si spostano per effettuare importanti esami a Firenze. Multati per 1600 euro

(Claudia e la figlia Carmela Maria)

Nei giorni del lockdown assoluto, nella temibile fase 1, gli spostamenti consentiti erano solo quelli dovuti a motivi "di lavoro, di salute o per scorte alimentari". Durante gli ultimi giorni di questa fase 1 accade la vicenda che ha come protagonista Claudia, 34enne napoletana, incinta, e con lei il suo compagno, la figlia di Claudia e la madre.

Claudia da tempo ha stabilito la residenza a Sesto Fiorentino per meglio tenere sotto controllo la malattia della figlia, Carmela Maria di 5 anni, affetta da Metilmalonicoacidemia tipo MUT0. E' una malattia che comporta "continua decompensazione metabolica" e che prevede un piano terapeutico molto rigido e intenso: ogni giorno Carmela Maria deve prendere acido garclumico, carintene, potassio, quattro fiale di sodio bicarbonato, e poi integratori vitaminici e alimentari, gocce, bioarginina più volte al giorno. Sostanzialmente, ogni sei ore Carmela Maria va assistita. 

Claudia è una ragazza madre: ha un compagno, che non è il padre di Carmela Maria. Il dieci aprile da Sesto Fiorentino torna a Napoli, ospite di sua madre: "Ho deciso di tornare a Napoli perché il mio compagno doveva andare fuori per lavoro. Io sono incinta e ho bisogno di una mano per prendermi cura di mia figlia". 

Il 28 aprile, però, Claudia ha delle visite prenotate a Firenze. Si tratta di esami importanti per la gravidanza, a cui dovrà far seguito una decisiva consulenza genetica post concezionale. Avendo già una bambina affetta da malattia genetica, Claudia deve tutelare se stessa e la creatura che porta in grembo. 

Così il 27 aprile, durante il lockdown, parte per Sesto Fiorentino. All'altezza di Frosinone, però, la Polstrada ferma l'auto guidata dal compagno. Claudia spiega la situazione: "Ho parlato con loro, ma erano molto decisi, mi hanno detto fin dall'inizio che saremmo stati multati". Claudia spiega che ha esami medici in vista, che ha una bambina affetta da Metilmalonicoacidemia e che porta a Firenze anche la madre perché, in questi giorni, dovrà darle una mano ad accudire la bimba.

I poliziotti non hanno tentennamenti: multano Claudia, la madre e il compagno per aver trasgredito alle ordinanze anti Covid-19. La multa - si legge nei verbali - non è relativa al trasferimento in corso ma al primo, a quello del 10 aprile, quando Claudia tornò dalla madre a Napoli. 

"Ho stabilito la mia residenza a Firenze per mia figlia. La Regione Toscana fornisce farmaci e visite preziose che qui costerebbero tantissimo, e all'ospedale Meyer Carmela Maria è seguita da una equipe di medici molto validi", spiega Claudia a NapoliToday. "Sono tornata a Napoli perché, dopo aver scoperto di essere incinta, e sapendo che il mio compagno doveva partire per lavoro, avevo bisogno di mia madre per un aiuto". 

Ragioni che comunque non hanno smosso la fermezza degli agenti che hanno multato Claudia. Tre multe da 373 euro (in forma ridotta), complessivamente oltre 1100 euro. "Farò ricorso, ho già dato mandato all'avvocato. Mi sono spostata per motivi di lavoro e di salute. Gli agenti non l'hanno capito. Ci hanno tenuti fermi per oltre un'ora, sotto il sole. Non è stato piacevole". 

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