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Mondragone (Ansa)

Mondragone (Ansa)

Emergenza Covid a Mondragone, spiagge deserte: la rabbia dei gestori dei lidi

Attaccano non solo i bulgari "rei" di "non volersi integrare", ma anche "la stampa allarmista"

Il deserto e il silenzio, in un giorno che sarebbe invece dovuto essere di caos balneare. Una domenica insolita, quella di oggi a Mondragone. La cittadina domizia ha i suoi stabilimenti balneari e le sue spiagge libere praticamente vuoti.

È una delle conseguenze di quanto si è scoperto ai palazzi ex Cirio, dove è stato scoperto un focolaio di Coronavirus che ha coinvolto 43 residenti – tutti asintomatici – soprattutto bulgari di etnia rom.

Domenica scorsa gli stabilimenti erano pieni. I gestori dei lidi raccontano delle telefonate ricevute per disdire, alcune addirittura invece per capire se è possibile entrare nel territorio comunale come la città fosse chiusa in ingresso.

Gli imprenditori attaccano la stampa, che avrebbe generato allarmismo ed una città deserta, e la comunità bulgara rea – per così dire – di "non volersi integrare". Questo mentre – spiega qualcuno – la cittadina è sempre stata multietnica ed un esempio di integrazione.

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