Coronavirus, il sindaco di Torre Annunziata scrive a De Luca: “Non abbiamo potuto dare notizie ai parenti di una vittima”

Vincenzo Ascione, insieme a tutto il consiglio comunale, ha chiesto chiarimenti sulle condizioni dell'ospedale di Boscotrecase

Una nota congiunta di sindaco e consiglieri comunali di Torre Annunziata è stata indirizzata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e al Direttore Generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Gennaro Sosto. «La morte del nostro concittadino Ciro Onesto – si legge nella nota -, ed il continuo rapporto che c’è stato in questi giorni con i suoi familiari, ci porta ad esprimere alcune considerazioni in merito alla decisione di trasformare il presidio ospedaliero di Boscotrecase in Covid-Hospital senza alcun preventivo coordinamento organizzativo».                     

Sulla questione, il sindaco Vincenzo Ascione ha già avuto modo di esprimere la sua opinione con una nota inviata lo scorso 16 marzo, nella quale si chiedeva un’attenzione particolare soprattutto per il personale impegnato quotidianamente presso il nosocomio di via Lenze e, in particolare, l’estrema necessità che tutti loro siano dotati di un adeguato numero giornaliero di dispositivi di protezione individuale, affinché venga tutelata la loro salute, quella delle loro famiglie, quella dei pazienti ricoverati e quella di tutti i nostri concittadini. Cosa che purtroppo non si è ancora del tutto verificata.

«È altrettanto doveroso e quanto mai necessario – proseguono sindaco e consiglieri comunali - segnalarvi le criticità emerse per la carenza di personale specializzato e della inidoneità organizzativa della struttura da un punto di vista logistico. Le nostre non vogliono certo essere righe di contrasto e di polemica, ma solo di richiesta di constatazione dei fatti e delle verità alla luce di tutto ciò che ci perviene in termini di segnalazione dai nostri concittadini e dalle loro esperienze quotidiane. In primis, è chiaro che non eravamo affatto preparati a ricevere le notizie delle morti che in soli due giorni si sono verificate presso l’ospedale di Boscotrecase. Ma ciò che più ha rabbrividito i nostri animi di cittadini e amministratori è stato comprendere che probabilmente il nosocomio non era preparato alla gestione di tali eventi. 

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La presente nota ha spirito collaborativo e prende spunto dalle molteplici segnalazioni di cittadini che in questo momento chiedono all’Asl e ai Comuni in sinergia, di continuare ad essere una guida in questa emergenza senza precedenti. Riteniamo, inoltre, sconcertante ed inaccettabile l’assoluta mancanza di un’azione coordinata e sinergica da parte degli operatori sanitari visti nella loro complessità di azienda sanitaria. I tempi per la richiesta del tampone non sono quantificabili. Infatti per la moglie del povero Ciro, il tampone è stato richiesto martedì 17 marzo e, ad oggi, non è stato ancora effettuato. L’uso di questo mezzo diagnostico risulta fondamentale per poter circoscrivere i contagi e debellare al più presto il virus. Alla figlia del nostro concittadino defunto, che quotidianamente chiedeva di conoscere il piano terapeutico applicato al padre, non è mai stata data risposta. Di tutto ciò, siamo affranti e costernati, avremmo voluto fare di più ma non è stato possibile.

Il Sindaco rappresenta la massima autorità sanitaria del territorio, ma in questo caso non ha potuto nemmeno informare la famiglia sulle cure che stava ricevendo un suo concittadino e questo, credeteci, non è quello che i cittadini si aspettano dalle Istituzioni. Eppure basterebbe poco, a nostro parere, per stabilire un canale preferenziale con i familiari dei malati Covid affinché gli stessi possano essere messi al corrente, una volta al giorno, dello stato di salute dei propri parenti e dell’evoluzione delle cure a cui vengono sottoposti». Già in altre occasioni, il sindaco Ascione ha espresso la necessità di emettere un bollettino giornaliero in modo da informare i sindaci dell’area vesuviana del numero dei contagiati, distinti per territorialità, ricoverati presso il Covid-Hospital di Boscotrecase e della loro condizione di salute.

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«È per questo – concludono - che il riscontro a questa nota su dotazioni di personale (formato all’emergenza) e strumentazioni (sia DPI che di reparto), nonché protocolli avviati dall’ospedale, è puro atto di collaborazione e di sinergia che la nostra comunità chiede, e alla quale non possiamo sottrarci sotto il profilo della responsabilità morale, civile e amministrativa».

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