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Rosario, infermiere napoletano volontario al Nord contro il Covid

Lavorava al San Giovanni Bosco di Napoli ma ha deciso di aiutare le regioni più colpite dall'emergenza: "Spinto dalla sofferenza dei miei colleghi"

 

Soltanto un mese fa Rosario Napolitano, 31 anni, è entrato in servizio come infermiere all'Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Un incarico atteso per anni ma, appena si è prospettata la possibilità, Rosario ha deciso di partire volontario per il Nord, dove l'emergenza Coronavirus ha avuto il suo epicentro. 

Poche ore dopo l'intervista a Napolitoday, è stato assegnato alla Lombardia, la regione che ha finora pagato il prezzo più alto al Covid-19. "E' vero, io un lavoro lo avevo, ma quando attraverso i media ho visto la sofferenza sul volto dei miei colleghi che lavorano al Nord ho fatto domanda per partire e dare il mio contributo". Oltre 9mila le domande pervenute alla Protezione civile, appena 500 gli infermieri selezionati. Rosario è tra questi. 

"Parenti e amici mi hanno chiesto chi me lo facesse fare. Mia moglie è preoccupata, abbiamo un figlio di un anno. Ma ha capito la mia scelta e mi sostiene". Il 31enne è entrato in servizio a Napoli pochi giorni dopo il lockdown, quando anche in Campania sono saliti i numeri dei contagi: "In alcuni reparti si vive un incubo. Il personale non è sufficiente e nel primo mese non avevamo i dispositivi di protezione individuale. L'emergenza non è passata, in alcune regioni i contagi continuano a crescere e la fase 2 rischia di essere un boomerang. Ognuno di noi deve fare la propria parte". 

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