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Covid, il disperato post dell'infermiere napoletano fa il giro del Paese: "Sono avvilito"

Flavio De Cicco ha spiegato le difficoltà in cui si trova, con tutti i suoi colleghi, a lavorare. Anche psicologiche: "È avvilente dover dire ad un ragazzo di 26 anni che tutto va bene, ma che dovrà essere intubato"

Ha avuto risalto in tutta Italia il post di un infermiere napoletano, Flavio De Cicco, che lavora presso il Monaldi.

"È avvilente non avere la più pallida idea di quando questa storia potrà finire – ha scritto a proposito dell'emergenza Covid-19 De Cicco, che è anche consigliere della IV Municipalità di Napoli – È avvilente non ricordare quasi ormai quando è iniziata. È avvilente il numero dei casi in continuo aumento, l'aggressività di queste varianti".

Poi l'infermiere entra nel dettaglio di quanto si è evidentemente trovato di recente ad affrontare: "È avvilente l'abbassamento dell'età media interessata, dover dire ad un ragazzo di 26 anni che tutto va bene, ma che dovrà essere intubato, dover dire ad un padre di 2 bimbi di soli 40 anni che sicuramente rivedrà i suoi piccoli con un nodo alla gola, prima di addormentarsi".

"È avvilente continuare a vedere persone che ci lasciano – conclude – il continuo menefreghismo di tanti, è avvilente la stanchezza psicologica con la quale sto, personalmente, come tanti colleghi vivendo questo momento. Sono avvilito".

Il disperato sfogo del partenopeo è lo specchio della situazione in cui si trova l'intero sistema sanitario italiano, amplificato ancor di più delle scene che si stanno vedendo in tutto il Paese: assembramenti, come se nulla fosse, mentre negli ospedali le persone – adesso anche più giovani – continuano a morire.

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