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Flash mob antirazzista per i cinesi: "Non abbiate paura di noi"

Anche a Napoli discriminazioni a causa del panico per il coronavirus. Il presidente della Comunità: "Chi ha viaggiato è in auto-quarantena e le materie prime vengono da aziende italiane"

 

Ogni scusa sembra buona per scoprirsi razzisti. Ecco, allora, che la preoccupazione per il contagio da Coronavirus si trasforma in diffidenza verso la comunità cinese anche a Napoli. E dalla diffidenza alla discriminazione il passo è brevissimo. Tanto breve da spingere i cittadini originari della Cina che vivono nel capoluogo partenopeo a organizzare un flash mob in piazza Municipaio, a cui ha preso parte anche il sindaco Luigi de Magistris. 

"A Napoli non c'è stato nemmeno un caso - afferma Zhiqiang Wu, presidente della Comunità cinese partenopea - le persone che hanno viaggiato negli ultimi tempi si sono messe in auto-quarantena. Non dovete aver paura di noi e nemmeno del nostro cibo perché le materie prime vengono da aziende italiane". Gli episodi di discriminazione sono all'ordine del giorno: "Amici e colleghi si tengono a distanza - prosegue Wu - mi chiedono se sono stato in Cina. Ma io ci manco da 20 anni. Il preside della scuola di mio figlio mi ha chiamato perché allarmato dagli altri genitori, ma mio figlio in Cina non c'è mai stato. Capiamo la preoccupazione". 

L'impatto di questo scenario sull'economia cinese in Italia è stato dirompente: "Anche a Napoli - spiega il presidente della comunità - il 10-15 per cento delle attività rischia di chiudere". Un mano tesa arriva dal sindaco di Napoli: "Capiamo la preoccupazione, ma è inammissibile che si arrivi al razzismo sanitario. Siamo al fianco della comunità cinese e siamo solidali con chi sta soffrendo in Cina. Napoli ha un grande cuore e deve dimostrarlo". 

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