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Decreto Zona rossa, corsa a Asl e supermarket: in fila anche calciatori del Napoli

La corsa ai supermercati di ieri sera è stato soltanto l'inizio. Oggi diverse Asl sono state prese d'assalto dai cittadini. Con file che non hanno per nulla rispettato il metro tra una persona e l'altra

Senza senso. La reazione di una parte della cittadinanza, dalla scorsa notte, al Dcpm che ha esteso la Zona rossa Covid-19 a tutto il Paese Campania compresa, è del tutto incomprensibile a chi si sia un minimo informato sul contenuto del provvedimento.

La corsa ai supermercati di ieri sera è stato soltanto l'inizio, dato che stamane anche diverse Asl sono state prese d'assalto dai cittadini. Il tutto naturalmente con file che non hanno per nulla rispettato la regola del metro tra una persona e l'altra, col conseguente aumento del rischio contagio.

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L'immagine dell'Asl di Fuorigrotta con centinaia di persone in fila rende a pieno la situazione.

Nel frattempo è emersa anche la notizia che qualche "vip", ieri sera, si è dato alla spesa. Tra i vari in fila ai supermercati infatti sono stati pizzicati i calciatori del Napoli Fernando Llorente, Josè Callejon e David Ospina.

Il commento di de Magistris e quello di De Luca

Per il sindaco di Napoli Luigi de Magistris la corsa ai supermercati è stato un episodio "assurdo". "È vietata e punita con la chiusura del supermercato - ha proseguito - così come è vietato ogni altro tipo di assembramento e di concentrazione di persone". "Si devono rispettare le norme - ha concluso - e così saremo tutti più sicuri e si abbasserà il rischio di contagio e potremo ritornare prima alla normalità.

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha invitato alla calma con un appello "a non agitarsi". "Problemi di approvvigionamento non ce ne sono - è la sua conclusione - Il Governo sta facendo il suo dovere".

Il commento integrale del sindaco

Il commento integrale del governatore

Assalto ai market in tutto il Paese, precisazioni da Palazzo Chigi

Ieri sera, dato che la corsa ai supermercati si era verificato col passare dei minuti in tutta Italia, da Palazzo Chigi sono filtrate precisazioni: "Tra i casi di necessità che consentono gli spostamenti c'è anche la spesa per generi alimentari". La limitazione ai movimenti delle persone, estesa questa sera a tutto il territorio nazionale, non riguarda naturlamente quindi la necessità di uscire di casa per andare a fare la spesa.

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"IO RESTO A CASA", IL NUOVO DECRETO EMERGENZIALE

Il Dpcm nelle parole del presidente del Consiglio

"Capisco gli italiani e le difficoltà che stanno avendo nel cambiare le proprie abitudini. Lo farebbero col tempo, purtroppo però non c'è tempo, la crescita dei contagi è importante, dei ricoverati e anche ahimé dei deceduti". "Le nostre abitudini quindi vanno cambiate ora, subito, per i nostri cari. Da qui la decisione di adottare misure ancora più forti e stringenti", è stata la premessa del premier.

"Il provvedimento che sto per firmare si chiamerà 'Io resto a casa'. Saranno da evitare gli spostamenti a meno che non siano motivati da tre specifiche circostanze. Ragioni di lavoro, casi di necessità e motivi di salute. Ci sarà anche un divieto di assembramento anche all'aperto". "Credetemi non è facile adottare queste misure, mi rendo conto della gravità, ma dobbiamo proteggere tutti noi e le persone più fragili e vulnerabili".

"Anche per lo sport, non consentiremo vengano usate le palestre per attività sportive e abbiamo sospeso ogni campionato sportivo compresi quelli di calcio". "Le scuole e le università resteranno chiuse per tutta la durata delle misure previste, cioè fino al 3 aprile".

l Dpcm andrà in gazzetta questa sera e le misure saranno in vigore da domani mattina martedì 10 marzo 2020 fino al 3 aprile 2020. Parimenti la sospensione delle scuole è adottata fino al 3 aprile in tutta Italia, per le scuole di tutti gli ordini e grado e per le università.

Non è prevista - lo ha specificato lo stesso Conte - una limitazione dei trasporti pubblici.

Palazzo Santa Lucia sul Dpcm

"Il Governo ha preso misure rigorose. Prendiamo atto che sono state accolte le sollecitazioni che avevamo avanzato da giorni e ancora questa mattina, e che riteniamo indispensabili, come la chiusura serale dei locali pubblici.
Valuteremo all'attenta lettura del decreto se ci sono ulteriori misure da prendere a tutela dei cittadini della Campania.
Prendiamo atto dell'allargamento dell'area in cui saranno in vigore misure di emergenza, consentendo quindi l'estensione del sostegno - dagli incentivi alla tassazione e agli ammortizzatori sociali - all'intera Italia, e quindi alla Campania". Così il governatore Vincenzo De Luca poco dopo la conferenza stampa del premier.

L'ULTIMO BOLLETTINO DELL'UNITA' DI CRISI

I numeri del contagio in Campania. Quattro morti

L'Unità di Crisi della Protezione civile della Regione Campania "comunica che nel pomeriggio odierno sono stati esaminati 65 tamponi, di cui 8 positivi. Come per tutti gli altri, si attende la conferma ufficiale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità". In Campania, in totale ci sono a questo punto 128 persone positive e due guariti.

Quattro i decessi. Hanno perso finora la vita un uomo di Mondragone di 47 anni, un 80enne di San Prisco, un'anziana di Ottaviano e la sorella di un attore che ha recitato in Gomorra 3 e 4, la cui salma è rimasta per 24 ore in casa a Napoli, nel borgo Sant'Antonio, prima di essere portata via.

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