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Cronaca

Coronavirus, la decisione: stop alle attività ambulatoriali Asl

La decisione di Palazzo Santa Lucia per fronteggiare l'emergenza. In funzione le strutture dei Distretti sanitari e assicurate le prestazioni ambulatoriali urgenti

Stop alle attività ambulatoriali erogate dalle aziende Ospedaliere fino al 18 marzo. Ad annunciarlo è la Regione Campania, nell'ambito delle misure utili a fronteggiare l'emergenza coronavirus.

"Al fine di assicurare il contenimento della diffusione del virus Covid-19 - fa sapere Palazzo Santa Lucia - le attività ambulatoriali erogate dalle Aziende ospedaliere di rilievo Nazionale, dalle Aziende ospedaliere Universitarie, dall'Istituto Pascale, dai Presidi ospedalieri delle Asl e quelle dalle Case di cura private accreditate, sono sospese fino al 18 marzo".

"Restano invece regolarmente in funzione - prosegue il comunicato - le strutture dei Distretti sanitari. Saranno comunque assicurate, anche prestazioni ambulatoriali urgenti, quelle per le dialisi, di radioterapia e quelle oncologico-chemioterapiche".

Scuole chiuse e casi in Campania

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca peraltro è intervenuto, stamattina, a Centocittà, programma di Radio 1 con Ilaria Amenta e Gianluca Semprini. L'intervista è stata incentrata, naturalmente, sull'emergenza Covid-19 che ha investito il Paese e quindi anche la Campania. "Abbiamo preso la decisione di chiudere le scuole con serenità, è una misura straordinaria per una situazione straordinaria", sono state le parole del Governatore. Che ha fatto il punto sulla situazione: "Dei 38 contagiati registrati fin qui in Campania, abbiamo solo 6 ricoveri dei quali nessuno in terapia intensiva".

Insomma, "tutto sommato il problema è sotto controllo", sebbene resti "lo sforzo di evitare l'espansione del contagio". "Stiamo ricostruendo la catena dei contatti avuti da ogni paziente per controllare e arginare il diffondersi dell'infezione - spiega ancora De Luca - Fino ad oggi il sistema ha retto bene e non abbiamo al momento grandissime emergenze, ma è un problema che va eseguito di ora in ora".

I concorsi vanno avanti

Al presidente della Campania viene chiesto dell'apparente contraddizione costituita dalle scuole che chiudono mentre concorsi che coinvolgono centinaia di persone vanno avanti. "Sono in atto due concorsi partiti prima dall'emergenza. Uno per 10mila giovani nella pubblica amministrazione (gli assunti saranno in realtà 2243, ndR) che si conclude nella giornata di oggi, un altro per 650 assunzioni nei centri dell'impiego - spiega De Luca - Abbiamo distanziato i banchi, collocato distributori di disinfettanti. Niente di drammatico, si va avanti ed i candidati sono arrivati regolarmente da tutta Italia".

"Andiamo avanti tranquillamente - sottolinea il numero uno di Palazzo Santa Lucia - la nostra linea è nessun panico ma estremo rigore, sia nell'individuazione dei contagiati sia nell'evitare l'espansione del virus".

L'impatto sulla sanità campana

"Se la Campania sarebbe in grado di reggere i casi attualmente in Lombardia? Ce la farebbe - sottolinea Vincenzo De Luca - la metà dei contagiati viene curata a domicilio, del restante 50% solo un 10% richiede ricoveri in terapia intensiva. Abbiamo verificato questi numeri ieri, in una riunione con i nostri direttori sanitari". Non solo ce la farebbe, ma ha al momento la possibilità di offrire sostegno alla regione lombarda: "Abbiamo messo a disposizione della Lombardia - conclude il governatore - su indicazione del Ministero, una 20ina di posti letto in terapia intensiva nel caso fosse necessario".

La situazione stamattina

Intanto, sono di ieri sera gli ultimi aggiornamenti dalla task force della Protezione civile sul contagio per coronavirus in Campania. "Nel pomeriggio di oggi (ieri 4 marzo, ndR) sono stati esaminati in laboratorio, presso il centro di riferimento dell'ospedale Cotugno, 66 tamponi - ha reso noto la Regione - Tre di questi sono risultati positivi. Come per tutti gli altri, si attende la conferma ufficiale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità". In totale quindi ieri - sommando questi numeri a quelli del bollettino precedente (4 positivi su 24 tamponi) - sono stati esaminati 90 tamponi di cui 7 risultati positivi. Il computo totale delle persone risultate positive al Covid-19 nella nostra regione è ora quindi di 38 unità.

Giudice positivo al Coronavirus: chiusi due piani del tribunale

Preoccupazione al palazzo di giustizia napoletano per un caso di coronavirus tra i magistrati dell'area penale. Dopo i casi degli avvocati contagiati dal paziente uno napoletano, anche tra i giudici risulta il primo caso di positività al virus. Per questo motivo sono stati chiusi due piani del tribunale di Napoli dove ci sono le due cancellerie che lavoravano con il magistrato contagiato, la quarta e la quinta sezione penale d'appello. Tutti i dipendenti che hanno avuto contatti con le toghe sono stati messi in quarantena fiduciaria.

La situazione in tribunale

Il paziente uno

Il direttore generale dell'ospedale Cotugno di Napoli Maurizio Di Mauro ha fatto il punto sul Coronavirus in collegamento con radio CRC: "In totale i tamponi effettuati sono 524 - questo fino a ieri. Di questi 38 sono positivi. Il paziente 1 ha dovuto fare ricorso alle nostre cure, confermo. Ma si tratta di poca roba, il paziente è stabile e non ha condizioni gravi". Di Mauro si riferisce al primo paziente napoletano, l'avvocato di un importante studio legale di Napoli, risultato positivo al Coronavirus dopo un viaggio di lavoro a Milano,  poi ricoverato al Cotugno per polmonite con connesso abbassamento della respirazione. “

La nota sugli uffici aperti al pubblico in Campania

La task force della Regione Campania ha inoltre diramato la seguente nota: "Al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid 19, si raccomanda, di limitare l'accesso agli uffici aperti al pubblico con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali e tali da rispettare la distanza di un metro tra i visitatori (Droplet), privilegiando modalità di servizio da remoto".

Il decreto del Governo per ridurre il contagio

Il Governo ha intanto deciso di chiudere le scuole e gli atenei fino al 15 marzo, nonché preso ulteriori accorgimenti per ridurre il rischio epidemiologico.

Le misure di Palazzo Chigi per ridurre il rischio contagio

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