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Consegne a domicilio flop: bar e pasticcerie restano chiusi

Al centro di Napoli, la quasi totalità degli esercenti non ha colto l'opportunità del delivery: "In queste condizioni, con i fitti che paghiamo, ci andiamo solo a perdere"

 

Doveva essere il giorno della timida ripartenza. E' stata una normale mattinata di lockdown, uguale alle ultime cinquanta. La possibilità delle consegne a domicilio fino alle 14 non ha spinto i commercianti del centro di Napoli ad alzare le saracinesche di bar e pasticcerie.

Da piazza Carità a via Cesario Console, in tempi normali uno dei tratti più battuti dell'intera città, ha aperto un solo locale. Tutti chiusi gli altri. Anche chi svolge contemporaneamente l'attività di tabacchi ha preferito lasciare spenta la macchina del caffè: "Con il delivery non riusciamo nemmeno a pagare il ragazzo delle consegne - spiega il titolare di Gud, in via Cesario Console - per i fitti che si pagano in questa zona, non ha alcun senso aprire in queste condizioni. Aspettiamo il 4 maggio, quando almeno le persone potranno mettersi in fila per prendere il caffè". 

Anche il gestore dell'unico bar aperto, il Caffè Duemila di piazza Carità, appare pentito: "Da stamattina, solo 15 chiamate - racconta - farò un'altra prova domani, ma se continua su questa scia chiuderò di nuovo e aspetterò il 4 maggio. Toglieremo i tavolini, perché con le restrizioni e le distanze di sicurezza non varrà nemmeno la pena occupare suolo pubblico". 

Tra i titolari di caffetterie e pasticcerie c'è chi è disperato: "In tutta la mattinata abbiamo effettuato solo sette consegne - afferma la titolare dell'Antico Caffè Principe di piazza Municipio - non c'è nessuno in strada. Se ci penso sto troppo male e le prospettive non sono buone. Non so più neanche in chi o cosa devo sperare perché ci si possa risollevare".  

(Musica di sottofondo: Better days da www.bensound.com)

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