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Cronaca

Coronavirus, casi campani: test negativi su persone collegate

Tutti negativi sono i test sui cittadini che hanno avuto contatti con la paziente di Vallo della Lucania, con la paziente di Caserta e con il 45enne napoletano di piazza Carlo III

 "A conclusione degli esami di laboratorio all'ospedale Cotugno di Napoli, relativi alle persone identificate e temporaneamente in quarantena che hanno avuto contatti con i tre cittadini campani positivi al coronavirus, tutti i tamponi sono risultati negativi", è l'annuncio incoraggiante della Regione Campania.

Già da ieri sera era stata tempestivamente ricostruita l’intera filiera di collegamenti. Tutti negativi sono, quindi, i test sui cittadini che hanno avuto contatti con la paziente di Vallo della Lucania, la paziente di Caserta e con il 50enne napoletano di piazza Carlo III, che era tornato da pochi giorni dalla Lombardia, dopo un viaggio di lavoro.

SOLDATESSA DIMESSA: NEGATIVA A TUTTI I TAMPONI

La situazione a Napoli: obbligo di disinfestazione

Il sindaco Luigi de Magistris ha firmato l'ordinanza relativa alle  "Misure cautelari e preventive volte al contenimento del rischio contagio da COVID- 19 nella città di Napoli". "Ai titolari e gestori dei pubblici esercizi di somministrazione; esercizi di media e grande distribuzione; attività commerciali in sede fissa; chalet; uffici pubblici e privati se aperti al pubblico; impianti sportivi al coperto e palestre; attività artigianali, alimentari e non; luoghi di pubblico spettacolo e trattenimento; luoghi ed edifici di culto; spazi comuni di alberghi, strutture ricettive e locali destinati a locazioni brevi; luoghi aperti al pubblico (compresi musei, stazioni, porto ed aeroporto) e comunque di ogni altro luogo nonaperto al pubblico, a qualsiasi titolo adibito ad assembramento di persone:
• effettuare, entro 10 giorni dalla presente ordinanza, interventi di pulizia straordinaria e disinfezione delle superfici e degli ambienti con i prodotti chimici di cui al punto 6 del decalogo pubblicato dall'Istituto Superiore della Sanità nel febbraio 2020 e allegato alla presente ordinanza;
• esporre all'esterno del locale in modo visibile all'utenza e agli organi preposti al
controllo idonea attestazione dell'avvenuto intervento di disinfezione oppure certificazione della ditta incaricata;
• assicurare, all'esito dell'avvenuta attività straordinaria di disinfezione, un'attività di pulizia ordinaria conforme alle direttive ministeriali, garantendo una frequente aerazione dei locali;
• posizionare appositi dispensatori di disinfettante o antisettico per le mani;
• esporre in modo visibile il citato decalogo dell'Istituto Superiore della Sanità.

Alle società di trasporto pubblico locale e di trasporto pubblico non di linea i cui automezzi transitano sul territorio cittadino:
• assicurare idonee misure di prevenzione a tutela dei dipendenti e dell'utenza, effettuando la pulizia e la disinfezione dei vagoni e degli abitacoli dei treni e degli autobus;
• esporre in modo visibile all'utenza idonea certificazione dell'avvenuto intervento di disinfezione;
• esporre in modo visibile il citato decalogo dell'Istituto Superiore della Sanità.

L'esperto: "Non siamo di fronte a peste nel nuovo millennio, ma ad una 'superinfluenza'"

Docente di Malattie infettive e direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive dell'Azienda ospedaliera Universitaria della Federico II di Napoli, il Prof. Ivan Gentile ha parlato a NapoliToday per fare chiarezza sul Coronavirus: "Iniziamo dai dati: la casistica su 70mila casi osservati in Cina dice che tra 0 e 10 anni la mortalità provocata dal virus è pari a 0. E' quindi molto bassa tra gli adulti sani, fino ai 50 anni per salire, invece, al 15% circa nei pazienti anziani, con più di 80 anni. Vero è che nel mondo occidentale in genere e da noi in particolare le persone sono portate a non considerare malattie - quali invece sono - ma piuttosto condizioni di vita, patologie come ad esempio l'ipertensione arteriosa, che espongono ad un maggior rischio per quanto riguarda gli esiti del Covid-19.

Sempre per restare in tema di numeri, le statistiche dicono che nell'80 per cento dei casi il contagio da Covid-19 ha un'evoluzione benigna, con sintomi pressoché identici a quelli dell'influenza; per il 15% è invece richiesta l'ospedalizzazione mentre solo per il 5% circa si rende necessario il ricovero in rianimazione.

Dunque non siamo di fronte alla peste del nuovo millennio ma ad una semplice "superinfluenza", da non sopravvalutare ma anche da fronteggiare con la necessaria accortezza, proprio come bisogna fare con l'influenza".

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