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Si conclude il processo al clan Gallo: 51 condanne e nove assolti

Gli imputati accusati di associazione camorristica, estorsione e detenzione di armi. Venti anni di reclusione a 11 persone tra cui il boss Giuseppe Gallo e sua madre Rosaria Vangone

Si è concluso con 51 condanne il processo con rito abbreviato che vedeva imputati 60 affiliati al clan camorristico dei Gallo, attivo nell'hinterland vesuviano, accusati di associazione camorristica, estorsione e detenzione di armi.

Il gup Mariella Montefusco ha inflitto 20 anni di reclusione a 11 persone, tra cui il boss Giuseppe Gallo e sua madre Rosaria Vangone. Nove persone, la cui posizione è invece considerata marginale, sono state assolte.

Alla lettura della sentenza, in aula erano presenti anche il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e il comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, Alessandro Baldassarri.


Nell'ambito dell'inchiesta sulle attività del clan è indagato il professor Adolfo Ferraro, ex responsabile dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, accusato di favoreggiamento aggravato dall'avere agito per favorire il clan. Arrestato e poi scarcerato dal Riesame, Ferraro avrebbe redatto perizie false per agevolare il boss Giuseppe Gallo, rivelandogli per giunta che i carabinieri erano sulle sue tracce.

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