Clan Sibillo, condanna in primo grado per estorsori pizzeria Di Matteo: "Vittoria per la città"

Il Comune di Napoli si era costituito parte civile. L'assessore Buonanno: "Nel fare sistema la città dimostra come la camorra debba e possa non essere culturalmente egemone"

"La condanna in primo grado ad esponenti del clan Sibillo per i fenomeni estorsivi ai danni della storica pizzeria Di Matteo rappresenta una vittoria della città e del suo fare sistema tra parti sane e virtuose". Questo il commento dell'assessore all'avvocatura del Comune di Napoli Monica Buonanno alla condanna di quattro persone del clan Sibillo, tra cui anche Vincenzo Sibillo, padre del boss Emanuele ucciso nel luglio del 2015, per estorsione aggravata nei confronti dei titolari della pizzeria Di Matteo ai Decumani.

Proprio contro lo storico locale il 25  febbraio scorso furono esplosi colpi d’arma da fuoco. Quattro persone erano finite in manette all'alba del 9 marzo scorso

L'ente di Palazzo San Giacomo si era costituito parte civile nel processo: "L’Amministrazione - spiega l'assessore all'avvocatura - costituitasi parte civile in sede dibattimentale insieme ad alcune associazioni di categoria, sottolinea come sia necessario denunciare ogni fenomeno estorsivo e di prevaricazione. Nel fare sistema la città dimostra come la camorra debba e possa non essere culturalmente egemone, nel Centro Storico come nelle periferie".

"Il centro antico - conclude l'assessore Buonanno - che in questi anni ha visto una fase espansiva per il commercio e il turismo non è terreno di conquista per fenomeni criminali, il nostro plauso va ai commercianti capaci di denunciare come alle autorità investigative altrettanto capaci a loro volta di verificare in tempi rapidi episodi criminosi e di monitorare costantemente le velleità delinquenziali che si verificano sui nostri territori".

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