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Concorsone sospeso. Lo studio legale: "La prova preselettiva va ripetuta"

Il ricorso è partito da un pool di avvocati palermitani: "Non garantito anonimato dei candidati. Con la modalità usata da Formez facile associare la prova al suo autore. Così si può favorire qualcuno". Tutto bloccato fino all'udienza di ottobre 2020

 

Proprio quando sembrava in dirittura d'arrivo, il concorsone da oltre 900 posti della Regione Campania viene sospeso. "Non garantito il principio di anonimato dei candidati" la spiegazione dello Studio legale Leone Fell & Co. da cui è partito il ricorso, dopo la denuncia di alcuni partecipanti.

L'avvocato Francesco Leone, spiega al microfono di Napolitoday, quali sono i motivi che hanno spinto il Tar a bloccare la selezione, almeno fino alla prossima udienza, che si terrà a ottobre 2020: "La modalità utilizzata permette di ricondurre ogni prova al suo autore, contravvenendo a un principio fondamentale di ogni concorso: l'anonimato. I commissari e i vigilanti avrebbero potuto associare agevolmente l'elaborato a un candidato, creando i presupposti per favoritismi e raccomandazioni. Una irregolarità che il Tar ha colto, sospendendo il concorso". 

Qualora, a ottobre, il Tribunale amministrativo dovesse avallare questa tesi, si prospetta la cancellazione del concorso: "A quel punto - prosegue l'avvocato Leone - la Regione dovrebbe ripetere la prova preselettiva. In verità potrebbe farlo già ora, facendo risparmiare tempo e riducendo al minimo il disagio per i candidati". 

Saranno volate parole grosse negli uffici della Regione Campania. I rapporti tra Palazzo Santa Lucia e il Formez erano già stati messi a dura prova da una serie di inefficienze che hanno fatto sbottare in più occasioni il presidente Vincenzo De Luca, che sul Piano lavoro sta puntando molto della sua campagna per la rielezione. Va ricordato, che nel primo giorno di concorso i tempi si sono allungati di ora a causa della mancanza delle fotocopiatrici, un disagio che aggiunto al non funzionamento dei condizionatori ha reso epica l'esperienza dei candidati. 

Per la correzione degli elaborati, poi, ci sono voluti mesi e non pochi giorni come era stato dichiarato in precedenza. Come se non bastasse, le graduatorie sono state cancellate e ripubblicate diverse volte. "In questo caso - conclude Leone - la Regione Campania è parte lesa. Per mettere in piedi un concorso del genere, un Ente pubblico spende anche tanti soldi e sarebbe giusto che, in Italia, chi lavora male qualche volta pagasse".   

Sentenza Tar concorso sospeso

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