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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Presunti concorsi truccati, il Riesame conferma il “no” all'arresto dei finanzieri napoletani

Il sodalizio avrebbe fatto sostenere le prove scritte dei concorsi a propri affiliati che si sarebbero sostituiti ai reali concorrenti

Con ordinanza depositata il 19 maggio 2022, il Tribunale del Riesame di L’Aquila ha rigettato l’appello proposto dal Pm contro il rigetto - da parte del Gip presso il Tribunale di L’Aquila - della richiesta di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di un Maresciallo della Guardia di Finanza di Roma, difeso dall’avv. Antonio Maria La Scala di Bari, e di numerosi altri indagati prevalentemente residenti in Campania. Il militare è indagato, in concorso con altri soggetti, per la partecipazione a due distinte associazioni a delinquere aventi lo scopo di alterare l'esito dei concorsi per l'accesso alla Guardia di Finanza e ad altre forze di polizia.

Sostituzione di persona

Il sodalizio avrebbe fatto sostenere le prove scritte dei concorsi a propri affiliati che si sarebbero sostituiti ai reali concorrenti. Il Tribunale del Riesame ha condiviso le valutazioni operate dal Gip in sede di rigetto della richiesta di applicazione di misure cautelari del Pm, in relazione alla insussistenza dell'attualità e concretezza del pericolo di reiterazione dei reati contestati, ritenendo altresì insussistenti le ragioni di urgenza per disporre le misure cautelari non essendo stato evidenziato alcun pericolo di alterazione degli esiti di altri concorsi. In particolare, il Tribunale del Riesame ha evidenziato che dalle intercettazioni - risalenti al 2021 - è emerso solo che alcuni indagati continuano ad interessarsi a concorsi pubblici, non emergendo dalle captazioni elementi idonei da ritenere persistente alcuna struttura associativa né di operazioni volte ad alterare l'esito delle selezioni pubbliche essendo la preparazione di candidati ad affrontare le prove di concorso prassi di per sé lecita e diffusa.

Dunque, non sono emersi elementi comprovanti la predisposizione di artifici volti a favorire illecitamente alcuni candidati. “Ritengo – commenta l'avv. La Scala – che il quadro indiziario a carico del mio assistito si sia rivelato fin da subito insufficiente e inadeguato rispetto ad una richiesta di custodia cautelare in carcere”. 

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