Omicidio Romano, il Comune si costituisce parte civile

A stabilirlo è stata una delibera firmata da de Magistris e proposta dall'assessore Moxedano. "Siamo contro la camorra e barbarie, la Giunta parteciperà alle udienze più significative", spiega il sindaco

Pasquale Romano

Lino Romano fu ucciso dalla camorra lo scorso mese di ottobre, vittima innocente di un agguato il cui obiettivo era in realtà Domenico Gargiulo, 23enne appartenente al clan Marino. Il Comune di Napoli si costituisce parte civile nel processo per la sua morte: a stabilirlo è una delibera comunale, su proposta dell'assessore Franco Moxedano (che ha la delega all'Avvocatura), approvata dalla giunta de Magistris lo scorso venerdì.

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La prima udienza del processo è in programma il prossimo lunedì 8 luglio. "Siamo in prima linea contro barbarie, violenza e camorra" ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando la delibera. "Comincia una nuova stagione - ha fatto sapere il sindaco - che è quella di partecipare fisicamente, con esponenti della Giunta alle udienza più significative, a cominciare dalla prima". "Non più solo l'avvocatura - ha concluso - ma un rappresentante della Giunta".

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