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Disabili gravi senza assegno di cura da un anno. La famiglia di Alessia: "Siamo allo stremo"

Il Comune di Napoli non paga, da luglio 2019, il contributo da 1.200 euro mensili per cento famiglie con persone non autosufficienti. L'assessore Buonanno: "Intoppo amministrativo prima che arrivassi io"

 

Alessia ha 22 e da 8 è costretta su una sedia a rotelle in stato neurovegetativo. E' assistita h24 dai suoi genitori. Per sopravvivere necessita di farmaci, cure e assistenza. "Per questo motivo esiste l'assegno di cura - spiega Carlo Colantuono, il papà di Alessia - E' un sistema per aiutare le famiglie che, oltre a vivere una tragedia, devono affrontare spese enormi".

Ma da circa un anno, dal luglio 2019, il Comune di Napoli non eroga più questo contributo. Si tratta di fondi che il Governo trasferisce alle Regioni, le quali le girano agli Enti locali per l'erogazione. "Parliamo di 1.200 mensili, che secondo le direttive dovrebbero essere pagati ogni due mesi - spiega Daniele Romano, presidente della Fondazione Fish Campania - Nonostante i soldi siano già stati erogati dalla Regione, il Comune non paga da 12 mesi". 

Nel 2012, Alessia fu colpita da anossia cerebrale. Fu ricoverata al Santobono, dove qualcosa, secondo la famiglia, non è andata per il verso giusto: "Lo stabilirà la Magistratura - afferma Carlo - da quando siamo tornati a casa noi viviamo solo per lei, ci siamo annullati. Adesso, oltre a tutte le difficoltà, siamo messi alle corde anche da un punto di vista economico. Non ci sono solo i farmaci, ma anche la fisioterapia, la logopedia. Cure e assistenze costose. Le famiglie sono allo stremo, sembra quasi che dobbiamo chiedere la carità per un nostro diritto".

Il motivo di un tale ritardo prova a spiegarlo l'assessore alle Politiche sociali della Giunta de Magistris, Monica Buonanno: "Nel luglio del 2019, la Regione ha cambiato i parametri di valutazione delle disabilità chiedendo agli Enti locali di prendere atto e adeguarsi alle nuove direttive. All'epoca, io non gestivo ancora le Politiche sociali e non so spiegare perché chi mi ha preceduto non ha fatto questo passaggio. Quando sono arrivata, nel novembre 2019, mi sono resa conto di questo ritardo e ho fatto in modo che la Giunta approvasse una delibera ad hoc". 

La Buonanno non lo dice con chiarezza, ma tra le righe non è difficile comprendere che l'intoppo amministrativo sia avvenuto sotto la reggenza del precedente assessore al ramo, Roberta Gaeta, che non si è certo lasciata in buoni rapporti con Palazzo San Giacomo. Una ricostruzione che, in effetti, troverebbe conferma nella delibera di Giunta 572 del 29 novembre 2019, pochi giorni dopo la nomia della Buonanno. Eppure, da novembre a oggi, ancora gli assegni non sono stati emessi: "La commissione aveva cominciato a rivalutare tutte le pratiche - prosegue l'assessore - ma poi è arrivato il Covid e ci siamo fermati. Comunque, qualche liquidazione è partita e presto tutte le famiglie riceveranno l'assegno". 

Difficile, però, comprendere se i beneficiari riceveranno tutta la somma, circa 14mila euro a famiglia, oppure solo una tranche. Così come non sono noti i tempi in cui verrà completato l'iter. Anche perché le difficoltà non finiscono qui. La Regione, infatti, ha erogato i fondi a febbraio 2020 e poiché il Comune non ha ancora approvato il Bilancio preventivo e, quindi, non possono essere ancora utilizzati. Come se non bastasse, il Consiglio comunale rischia di saltare a luglio, quando si dovrà approvare proprio il Bilancio ma senza una maggioranza politica certa. 

Se de Magistris venisse sfiduciato in quella sede, a Napoli arriverebbe un commissario e, vista la situazione do predissesto in cui versa il Comune, le famiglie in attesa dell'assegno di cura potrebbero attendere ancora molti mesi. "La burocrazia ci sta uccidendo non ne possiamo più - conclude Carlo Colantuono, che è presidente dell'associazione Insieme si vive, con la quale aiuta i giovani con danni cerebrali - E' una lotta continua che consuma lentamente noi e nostra figlia Alessia". 

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