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Cercasi commesso gay a Napoli, ed è polemica L'intervista

“Ricerchiamo commesso venditore di bella presenza gay”. Cori di disapprovazione dal mondo politico. Intervista all’imprenditore Giovanni Pedata, autore dell’annuncio: ‘Per me il gay rappresenta gusto e raffinatezza"

L’annuncio che non ti aspetti: “Per prossima apertura shoow room di camiceria su misura a piazza dei Martiri a Napoli, ricerchiamo commesso venditore di bella presenza gay”. Dietro queste parole, l’imprenditore Giovanni Pedata. Un annuncio pubblicato sul web lo scorso 3 settembre, che ha scatenato non poche polemiche. Tra le più recenti quella di Anna Rea, segretario regionale Uil - «Non può essere fatta una ricerca del personale sulla base dell’orientamento sessuale. Le assunzioni vanno fatte in base alla mansione e alla professionalità dei candidati» - e quella di Carlo Cremona, presidente di I Ken, l’associazione di cultura omosessuale napoletana, che parla di un atto discriminatorio. Abbiamo raggiunto telefonicamente l’imprenditore napoletano.

Sei giorni fa l’annuncio sul web. Sono finalmente giunte le prime candidature?
Ci sono stati 4/5 contatti che però ho scartato. Dopo aver visto le foto, ho ritenuto che queste persone non fossero di bella presenza come richiedevo precisamente nell’annuncio.

Hai avuto già modo di lavorare con persone omosessuali?
Sono un ex modello, sono stato spesso a contatto con questo mondo, e poi ho molti amici gay dichiarati.

Eppure sono in molti a pensare che la tua sia stata solo una mossa pubblicitaria.
In effetti perché non dovrei fare pubblicità al mio show room? Ma quando ho deciso di mettere quell’annuncio, non pensavo in realtà che si sarebbe scatenato tutto ciò. Da etero incallito e amatore di donne, considero il gay come un terzo sesso.  E per me non c’è niente di scandaloso nello specificare di volere un commesso gay. Semmai mi sono reso conto che c’è parecchia discriminazione e credo che le persone che più li discriminino siano i gay stessi, soprattutto quando accade che uno di loro si vergogni a testimoniare apertamente la propria natura.

In fondo, come hai scritto in una lettera sul Corriere del Mezzogiorno, “mi limito a tutelare i miei interessi di imprenditore”…
Sì, sono un esteta, un amante dell’immagine, per me il gay rappresenta gusto e raffinatezza e quindi la massima rappresentazione per i miei prodotti che sono rivolti a un target molto alto. Tra le mie intenzioni, c’è pure quella di fare vendite direttamente a domicilio e anche lì vorrei servirmi di venditori gay.

Ti sei dato un tempo massimo per la ricerca?
Mi ha contattato questa mattina un ragazzo interessante, in settimana farò un colloquio di persona. Per il resto, nessuna fretta. Non mi sono affatto pentito del mio annuncio e credo e spero che i gay abbiano apprezzato le mie buone intenzioni.
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