Ombre su Maradona: "Ha battuto la testa sette giorni prima di morire, ma non fu portato in ospedale"

Le parole alla Nacion di Rodolfo Baqué, avvocato di Gisela Madrid, l’infermiera che si occupava del pibe de oro

Emerge un tassello importante sugli ultimi giorni di vita di Diego Armando Maradona dopo l'operazione al cervello. Il quotidiano argentino La Nacion riporta alcune dichiarazioni di Rodolfo Baqué, avvocato di Gisela Madrid, l’infermiera che si occupava del pibe de oro. "Maradona è caduto e ha battuto la testa proprio una settimana prima della sua morte, il mercoledì. Nessuno però lo ha portato in ospedale per una Tac", denuncia il legale aggiungendo anche che "Maradona non era in grado di decidere da solo cosa fare ed è rimasto solo chiuso nella sua stanza per tre giorni. Baqué spiega infine che la sua assistita restò un solo giorno nella casa di el Tigre, una settimana prima del decesso, per essere poi licenziata da Maradona a parole, ma restando di fatto in casa su richiesta dei suoi familiari, evitando ogni contatto con l'argentino. 

Il medico in lacrime: "Ho fatto tutto il possibile. Era come un padre per me"

Leopoldo Luque, l'ultimo medico personale di Diego Armando Maradona, ha parlato in una conferenza stampa improvvisata. Il 39enne è finito al centro di alcune indagini della procura argentina sul decesso dell'ex capitano del Napoli. 

"Non c'è stato alcun errore medico da parte di nessuno. Diego ha avuto un infarto che, per un paziente come lui, è la cosa più comune al mondo morire così. Purtroppo è un fatto che prima o poi potrebbe accadere. Sono orgoglioso di tutto quello che è stato fatto per Diego. Il meglio che si poteva fare è stato fatto. Lo amavo, sono sempre stato un suo fan. Era il mio paziente preferito, Era come un padre per me", ha detto Luque tra le lacrime.

Quanto alle indagini e alle perquisizioni effettuate presso la sua abitazione, Luque ha ribadito: "Non ho nulla da nascondere. Sono completamente a disposizione della giustizia, so cosa ho fatto e come l'ho fatto, con e per Diego fino all'ultimo momento. Tutto ciò che è stato fatto, lo abbiamo fatto con la sua approvazione", ha detto.

Luque ha anche ricordato il momento in cui gli è stato detto che Maradona non rispondeva agli stimoli e ha raccontato della chiamata per un'ambulanza: "Stavo operando, mi chiamano e mi dicono che Diego sta male e non reagisce. Continuo a pensare che diavolo sta succedendo e chiamo un'ambulanza", ha concluso il medico.

L'AVVOCATO NAPOLETANO DI MARADONA: "CON LA MORTE NON FINISCE NULLA. DIEGO VIVRA' PER SEMPRE"

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