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Un mezzo della Guardia Costiera

Un mezzo della Guardia Costiera

Peschereccio affondato, i dispersi sono padre e figlio

Secondo fonti della Guardia Costiera, l'incidente sarebbe avvenuto in condizioni meteo favorevoli e con visibilità ottima. La Procura di Napoli apre un fascicolo

I due dispersi, a bordo del peschereccio 'Giovanni Padre' iscritto nei registri del porto di Portici e affondato questa mattina a causa della collisione con un mercantile, sarebbero padre e figlio. L'imbarcazione aveva lasciato all'alba il porto del Granatello per la consueta attività di pesca.

I due dispersi, insieme al comandante e proprietario del Giovanni Padrè, attualmente ricoverato all'ospedale Rizzoli di Ischia sono considerati tre esperti marinai. L'incidente tra l'altro, secondo quanto si apprende da fonti della Guardia Costiera, è avvenuto in condizioni meteo favorevoli e con visibilità ottima.

L'incidente alle 8 di questa mattina quando la nave mercantile Jolly Grigio è entrata in collisione con il peschereccio. Scattato l'allarme, sul posto si sono subito dirette le motovedette delle Capitanerie di Porto di Napoli e di Torre del Greco. In azione il Nucleo sub, quattro motovedette e un elicottero. Ma i soccorritori, pur non perdendo le speranze di ritrovare i dispersi, parlano di 'situazione compromessa'.


Intanto la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sulla collisione avvenuta a 7 miglia dalla costa ischitana. E non è la prima volta che nel golfo di Napoli avviene un incidente simile. Era il 28 giugno del 2005, al largo di Ischia, quanso l peschereccio Padre Pio affondò con tre uomini che rimasero imprigionati nello scafo. I corpi delle vittime furono recuperati solo dopo alcune settimane. (Ansa)

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