Migliori pizzerie d'Italia: Napoli al top per qualità e prezzi

La classifica del portale Dissapore si pone l'obiettivo di non fare distinzioni ma nella sua top 15, a parte un paio di sorprese da Milano e Verona, c'è solo la pizza partenopea

Pizza

Il portale culinario Dissapore.com si è cimentato in quella che gli stessi autori definiscono un'impresa impossibile: scovare le 15 migliori pizzerie d'Italia. “Impossibile” ancor di più perché la filosofia di fondo esclude divisioni tra pizzerie napoletane e non, tradizionali o innovative, storiche o “nuove arrivate” .

Tranquilli i napoletani, la pizza nostrana nella top 15 – al di là di qualche curiosa sorpresa – c'è eccome. A partire dal primo posto, occupato dalla Pizzeria Massè di Torre Annunziata. “Ciro Salvo oggi è il pizzaiolo migliore d’Italia – spiegano su Dissapore – sembra assurdo che uno come lui debba starsene a Torre Annunziata e non a capo di una mega catena di pizzerie che parte da Napoli per conquistare del mondo”. Sul podio anche Sorbillo di via dei Tribunali – e non può certo sorprendere – con in terza posizione Pepe in grani, notissima pizzeria di Caiazzo.

Al quarto posto fa capolino la prima pizza non napoletana, quella di Sforno a Roma. Una pizza diversa, certo, che però lascia subito le luci della classifica ad un'altra “entry” partenopea, la Pizzeria Fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano, in cui “tenaci sperimentatori e inguaribili perfezionisti i due fratelloni continuano a migliorare una pizza già splendida di suo”. Quinta posizione per La Notizia di via Michelangelo da Caravaggio, in cui Enzo Coccia si mostra “un altro cardine della pizza napoletana”, con “pizze fatte a regola d’arte, con la pasta che cede dolcemente alla pressione, il bordo croccante e la lievitazione perfetta”. Dopo due pizzerie di Verona e Senigallia al settimo ed all'ottavo posto, Napoli torna protagonista con Cafasso a Fuorigrotta, altra pizzeria oramai storica sebbene lontana dal centro antico.
Al decimo posto ancora una pizzeria di Verona (I Tigli, ma l'aspetto “verace” dell'alimento inizia a cedere il passo ad una ricercatezza molto lontana dalla tradizione), e poi ancora Napoli con Pellone a via Nazionale, dove si mangia una pizza che “è un disco enorme, strabordante, capace di riconciliarvi con il mondo”.

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La classifica di Dissapore volge alla chiusura. Due napoletane nei quattro posti rimasti: Starita a Materdei al dodicesimo e Gorizia, al Vomero, al quattordicesimo posto, con accanto due puntate in provincia di Bologna e Milano. Insomma, qualche sorpresa (Verona e Milano in una top 15 fanno il loro effetto), ma anche due certezze assolute: Napoli è indiscutibilmente, inamovibilmente, la regina della pizza, e i prezzi – gustare per credere – di pizze non partenopee sono sempre molto alti. A volte anche il triplo.

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