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Racket del caro estinto, tre arresti nella notte: appartengono al clan Poleverino

Oltre ai tre fermati, a nove persone è stato notificato l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria per la firma. I 12 sono accusati di aver messo in piedi un'organizzazione finalizzata ad ottenere il monopolio delle pompe funebri

Vietavano alle agenzie di pompe funebri qualsiasi attività nella zona di Marano, Calvizzano e Quarto. In alternativa chiedevano un pizzo tra i 2000 e i 2500 euro a funerale. Un'organizzazione perfetta che in questo modo aveva ottenuto il monopolio sui funerali della zona. Nella notte però l'organizzazione è stata smatellata dai carabinieri del comando provinciale di Napoli al termine di una lunga indagine fatta di intercettazioni, pedinamenti e foto scattate.

Tutte prove inequivocabili che hanno portato all'arresto di tre esponenti del clan Polverino e alla notifica dell'obbligo quotidiano di presentarsi alla polizia giudiziaria a nove persone.

Le persone coinvolte nell'inchiesta sono accusate di estorsione, corruzione ed illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravate. L'indagine, nata dalla denuncia per estorsione presentata dal titolare di una agenzia di onoranze funebri, è stata condotta mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, servizi di osservazione, riprese fotografiche e video, nonché con dichiarazioni a riscontro di collaboratori di giustizia.

Sono state così acquisite prove, ritenute inequivocabili, nei confronti delle dodici persone sottoposte a provvedimenti da parte della magistratura, relative all'acquisizione del monopolio dei servizi funebri nell'area nord della provincia di Napoli con il consenso del clan Polverino, dominante sul territorio. Le indagini hanno riguardato fatti accaduti dal settembre 2007 al settembre 2008.

Nel corso delle indagini è stata anche accertata la complicità di sei addetti alle sale mortuarie degli ospedali di Castelvolturno (Caserta), Cotugno di Napoli, del complesso ospedaliero dell'Università Federico II e di altri ospedali della Campania. Queste persone, per l'organizzazione del funerale, indirizzavano i familiari dei defunti alle sei imprese funebri riconducibili ad uno degli indagati, Attilio Cesarano, 46 anni, di Calvizzano, uno dei tre arrestati.

Tra i beni sequestrati nel corso dell'operazione, sei imprese funebri, 10 autocarri e 10 cavalli usati per il trasporto salme, 15 autoveicoli e due motocicli, conti correnti bancari e postali.
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