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Torre del Greco, il boss gestiva il clan dal carcere attraverso i "pizzini"

Le indagini hanno portato i carabinieri di Torre del Greco ad arrestare 23 persone affiliate ai clan Falanga e Ascione Papale

Il boss del clan Falanga, Maurizio Garofalo, grazie ad una serie di pizzini consegnati alla compagna, mentre si trovava in carcere, riusciva a dare importanti indicazioni ai suoi affiliati su come comportarsi e dividere i proventi illeciti provenienti soprattutto dal traffico di droga e dalle estorsioni.

Tale procedura illecita è emersa nell'ambito delle indagini che hanno portato i carabinieri di Torre del Greco ad arrestare 23 persone affiliate ai clan Falanga e Ascione Papale.

VIDEO DEGLI ARRESTI DEGLI AFFILIATI AI CLAN FALANGA E ASCIONE-PAPALE

Il denaro ricavato dalle attività malavitose veniva impiegato per pagare gli "stipendi" ai componenti dei clan e alle famiglie di quelli finiti in carcere.

Il clan aveva anche imposto al titolare di una società di video-lottery che installava slot-machine in un centro scommesse di Torre del Greco: di versare 500 euro al mese per poter proseguire nella propria attività

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