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Cittadini contro i rifiuti in strada, Borriello: “Vigilanza ambientale”

Alcuni cittadini esasperati dalla costante presenza di rifiuti in città e dall'inciviltà di parte della popolazione hanno deciso di provvedere in prima persona con azioni di vigilanza ambientale contro chi abbandona rifiuti normali e speciali

pisci2Rifiuti, decoro urbano e cittadinanza attiva per riprendersi una città che ha subito l'onta del problema “monnezza”. Problema che ancora non appare risolto, tant'è che basta fare un giro per le strade e soprattutto in periferia per rendersene conto. Riappropriarsi degli spazi pubblici, “imbrattati” da episodi di vandalismo, di noncuranza per il patrimonio comune e di mancato rispetto delle più semplici regole del vivere in una società.

Un parametro per capire di cosa si parli, può essere tratto dalle denunce che arrivano al nostro giornale per mano di semplici cittadini, volontari di associazioni e comitati che narrano i loro disagi. Esempi concreti sono il caso delle discariche a cielo aperto in via Vecchia Comunale, il problema dell'inquinamento e della sicurezza nel terriorio Asi di Giugliano o il degrado della Villa Comunale; per dare un'occhiata anche in centro.

Per tutti questi problemi, sempre più costantemente, spunta fuori il termine “ronda”, proposto da semplici cittadini, dalle associazioni e anche da qualche politico. Il comun denominatore di tutti questi interventi di cittadinanza attiva, sta nel fatto che ogni promotore di ronde, non la intende come un insieme di persone che assurgono a protettori di altri cittadini, ma piuttosto come gruppi di individui che credono nella partecipazione civile e che perpetrano azioni di monitoraggio per poter denunciare alle forze competenti casi di mancato rispetto della legalità, quali episodi di vandalismo o di incuria nell'abbandono dei rifiuti.
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In questo contesto, si affaccia una nuova iniziativa, quella delle “ronde ambientali” proposta da alcune associazione e da Francesco Emilio Borrelli, esponente dei Verdi e Tommaso Pellegrino del Pd, anche se Borrelli ci tiene a precisare: “Ronda è un termine che non mi piace preferisco parlare di vigilanza”.

L' iniziativa di vigilanza parte da un presupposto, ovvero la presenza di molti, troppi episodi di inciviltà. Ci spiega meglio Francesco Emilio Borrelli: “A Napoli, al di là delle mancanze delle istituzioni, c'è un  problema di base di inciviltà strutturale di una parte della nostra popolazione. Esiste un tema serio che si esplicita nei rifiuti, nel passare nelle isole pedonali con i motorini, nel non mettersi il casco o nel parcheggiare in tripla fila. Ovviamente accade anche nelle altre città, ma qui viene considerato giusto: chi si comporta in questi modi non pensa di sbagliare, lo ritiene normale e, paradossalmente, si lamenta se lo fanno gli altri”.

Borrelli, per inquadrare al meglio la situazione fa un esempio di vita quotidiana che riguarda una delle zone più famose di Napoli, quella del Plebiscito: “In piazza Plebiscito, precisamente in via Gennaro Serra, da un paio di settimane hanno spostato di una decina di metri un cassonetto per l'immondizia perché intralciava la viabilità e, nel farlo, hanno messo anche un cartello per indicare lo spostamento. Se si passa in quella strada si può vedere chiaramente che le persone non fanno i dieci metri in più per buttare l'immondizia, ma la lasciano dove c'era prima il cassonetto. Risultato: proprio sotto il cartello è pieno di spazzatura”.

Inciviltà a parte, il problema dei rifiuti è a monte e riguarda i sistemi di smaltimento e raccolta che hanno diverse criticità: “Dal punto di vista ambientale, noi abbiamo un problema serio che non è risolto: lo smaltimento dei rifiuti. Fino a oggi, il segretario Bertolaso e quasi tutti i comuni di Napoli e Provincia hanno garantito la raccolta e il riempimento delle discariche, ma guardando bene, il termovalorizzatore di Acerra funziona a scatti, gli altri  non sono funzionanti, la raccolta differenziata stenta, le iniziative di educazione ambientale sono poche e, a questo, si aggiunge un problema di inciviltà dei cittadini che spesso usano questi problemi come alibi”.

Mancato rispetto delle regole da parte della popolazione e l'annoso problema dei rifiuti sono le tematiche che affliggono i napoletani che non ci stanno più a vivere nel degrado e, per risolvere la questione, decidono di impegnarsi in prima persona. Nel caso delle “ronde ambientali”, Borrelli ci spiega che, insieme con Tommaso Pellgrino, hanno contattato prevalentemente giovani disponibili a impegnarsi nel volontariato per “per muoverci insieme, fotografare e infine segnalare tutti gli abusi che avvengono nel campo della spazzatura”.

Così come nel caso delle altre iniziative civiche che stanno nascendo in città, anche qui, la macchina fotografica diviene “l'arma” del cittadino attivo: “Noi vogliamo fotografare le persone che compiono atti di inciviltà, come gettare la spazzatura in orari in cui è vietato o gettarla al di fuori degli spazi preposti. Ovviamente, non possiamo rendere pubbliche le foto, ma possiamo consegnarle alle forze dell'ordine. Questa è una prima parte della nostra attività” conferma Borrelli.

In questo caso però, ci si spinge un po' in avanti cercando di porre rimedio a un grave problema che si traduce nella nascita di discariche a cielo aperto: quello dell'abbandono di copertoni e batterie dismesse d'auto, insieme a calcinacci e materiali di scarto derivanti da ditte edili o da semplici cittadini che, dopo aver fatto lavori in casa, abbandonano i materiali in strada.

Quello dei copertoni è un problema che da tempo affligge la città e anche il comune, tanto da costringere il sindaco Iervolino a emettere un'ordinanza che vieta la combustione delle ruote delle macchine. Per contrastare questi episodi Borrelli ci spiega la loro strategia: “Vogliamo fotografare le targhe delle macchine o camioncini che scaricano copertoni di automobili per la strada. Il problema è che molti meccanici o anche semplici individui che fanno lavori in casa, scaricano materiali di scarto, pneumatici o batterie in disuso, in alcune zone trasformandole in discariche. Questo perché smaltire questi rifiuti speciali ha un costo che non vogliono pagare". Infine, passare dalle foto ai fatti: “Inoltre, vogliamo chiedere alle amministrazioni locali di andare dai meccanici e dalle ditte di ristrutturazione delle case per verificare se hanno le bolle dell'avvenuto smaltimento dei rifiuti speciali”.

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