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Città della Scienza dopo l'incendio

Città della Scienza dopo l'incendio

Città della Scienza, per la ricostruzione occorrono 40 milioni di euro

Primo tavolo tecnico interistituzionale nella parte del complesso rimasto indenne. Si discute sulla location: la sede originaria, la zona dell'acciaieria o un'altra area di Bagnoli

La sede originaria, la zona dell'acciaieria o un'altra area di Bagnoli. Queste le tre ipotesi che verranno vagliate nelle prossime settimane per la ricostruzione di Città della Scienza per cui ci vorranno circa 40 milioni di euro. Le proposte, su cui l'ultima parola spetterà al Comune di Napoli, sono emerse dal primo tavolo tecnico interistituzionale che si è svolto nella parte del complesso rimasto indenne, quello con le sale congressi e gli incubatori d'impresa.

Al tavolo hanno partecipato l'assessore alla ricerca della Regione Guido Trombetti, il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano, i tecnici e i rappresentanti della Fondazione Idis - Città della Scienza guidati dal presidente Vittorio Silvestrini. Tre i punti principali al centro della discussione: le risorse economiche complessive già reperite per la ricostruzione, quelle effettivamente necessarie e la sede della nuova Città della Scienza. Per ora sono infatti 25 i milioni di euro individuati per poter mettere mano alla ricostruzione: 15 milioni del PAC messi a disposizione dal ministro Fabrizio Barca, 5 milioni del CIPE messi a disposizione dal ministro Corrado Passera e oltre 3 milioni messi a disposizione dal ministro dell'istruzione e ricerca Francesco Profumo. Somme considerevoli che potranno essere impiegate subito a cominciare dalla rimozione delle macerie una volta che la magistratura avrà dissequestrato l'area. Ma somme non sufficienti: dal tavolo tecnico è emersa infatti una stima di circa 40 milioni di euro necessari perché la struttura rinasca dalle sue ceneri.

IL NODO LOCATION - La Fondazione Idis preme perché Città della Scienza sia ricostruita dov'é, sottolineando che "l'incendio - ha riferito Silvestrini - ha risparmiato le mura, rendendo più facile la ricostruzione anche da un punto di vista burocratico". Una tesi che Silvestrini ha sostenuto anche nella tarda mattinata, quando ha accompagnato a visionare le macerie Paolo Caputo, vice capo di gabinetto del ministro Barca. Ma le altre ipotesi restano sul tavolo a cominciare da quella relativa allo spostamento nell'area dell'ex acciaieria che, secondo indiscrezioni, sarebbe oggetto di attenta valutazione da parte del Comune di Napoli. La decisione sarà presa a breve e se ne discuterà di certo anche il prossimo 28 aprile, durante il consiglio comunale monotematico su Bagnoli. Il giorno prima, il 27, si terrà, sempre negli uffici di Città della Scienza, il secondo tavolo interistituzionale: da qui ad allora toccherà ai tecnici fra le valutazioni del caso per, come ha sottolineato oggi lo stesso Trombetti: "per decidere bisogna capire qual è la soluzione più veloce e più economica: chi deve decidere vorrei avesse a disposizione tutte le informazioni corrette".

Velocità, comunque, che dovrà comunque fare i conti con la macchina burocratica: secondo quanto emerso dall'incontro odierno, se si volesse ricostruire la struttura dov'era, dal momento in cui la magistratura liberasse l'area ci vorrebbero 24-36 mesi per avere un progetto esecutivo. Intanto non cala l'attenzione del governo su Città della Scienza: oggi Ornaghi farà infatti visita al sito. (Ansa)

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