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Città della Scienza

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Città della Scienza: ex custode indagato: "Accanimento nei miei confronti"

La procura, che indaga per incendio colposo, aveva chiesto l'arresto di Paolo Cammarota ma il gip ha rigettato la proposta. Ora toccherà decidere al tribunale del Riesame

"Cercano a tutti i costi un capro espiatorio, ma quella persona che cercano non sono io. Non sono un mostro e non ho rapporti con la criminalita' organizzata". A dirlo, Paolo Cammarota , ex custode di Città della Scienza, indagato per il rogo che il 4 marzo del 2013 ha distrutto i capannoni sul lato mare della struttura di intrattenimento scientifico. La procura, che indaga per incendio colposo, ne aveva chiesto l'arresto ma il gip ha rigettato la proposta e ora sara' il tribunale del Riesame, dove pende il ricorso dei magistrati inquirenti, a stabilire se esistano o meno i presupposti per l'emissione di misura di custodia cautelare a carico di Cammarota.

Cammarota parla di "accanimento" nei suoi confronti. Spiega, alla presenza del suo avvocato Luca Capasso, che a due anni dal rogo insistere nel richiedere l'arresto "non e' neanche possibile, perche' mancano i presupposti di reiterazione del reato, inquinamento delle prove e pericolo di fuga". E per il suo legale sarebbe anche impossibile collegare il movente dell'incendio, a suo dire legato a interessi speculativi della camorra nella zona e per gli appalti, a Cammarota che in quella struttura faceva il custode, "e non aveva contatti con camorristi se non frequentazioni con i parcheggiatori abusivi". "La mia vita e' gia' profondamente cambiata, ho perso il lavoro e la serenita'", spiega Cammarota. Sul custode l'attenzione degli inquirenti si era concentrata fin dai primi giorni dopo l'azione dolosa, ben 6 i focolai innescati volontariamente. L'uomo era anche stato messo a confronto con il collega che quella sera era di turno assieme a lui, e le sue risposte sono state ritenute poco convincenti.

"Si disse che era improbabile che io non avessi i codici per disattivare il sistema di allarme, ma io quei codici non li ho mai avuti - sostiene - i sistemi anti intrusione e anti incendio erano fuori uso da almeno due mesi". Quel giorno fiamme altissime divorarono rapidamente i padiglioni. Le indagini, subito avviate da polizia e carabinieri, hanno fornito, grazie alle perizie, una sola certezza: chi ha appiccato il fuoco, non voleva distruggere Citta' della Scienza, ma solo provocare molti danni.

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