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Circumvesuviana, ecco la peggiore ferrovia in Italia

Il verdetto di Legambiente. "Le proteste dei pendolari vedono insieme utenti e lavoratori infuriati per la soppressione di decine di corse ogni giorno. Biglietterie chiuse, banchine affollate"

Un'altra stroncatura. È la Circumvesuviana la linea ferroviaria peggiore d’Italia, in testa alla classifica negativa per tagli, riduzione delle corse e disservizi, ritardi orari e lentezza, senza contare il sovraffollamento e l'aumento del costo dei biglietti. Il verdetto arriva da Legambiente che ha reso noto anche la decisione di lanciare una giornata di mobilitazione per il 18 dicembre contro «i soliti vecchi treni».

LA MOTIVAZIONE - "La Circumvesuviana, una delle reti ferroviari più importanti e storiche della Campania, ha visto una riduzione del 40% delle corse nella scorsa primavera e continui disagi durante tutto il 2012. Le proteste dei pendolari, circa 105.000 al giorno, che si ripetono da ormai un anno, vedono insieme utenti e lavoratori delle 5 linee infuriati per la soppressione di decine di corse ogni giorno. I risultati dei tagli stanno provocando una serie di disagi clamorosi per i cittadini dell’Hinterland napoletano, rischiando di trasformare sempre di più le periferie napoletane in aree mal collegate e sempre più lontane dalla città. I disagi riguardano anche le stazioni, che vedono la chiusure di 22 biglietterie, e l’affollamento sempre più insostenibile delle banchine di attesa".

LE BOCCIATURE - Legambiente, dopo la Circum, boccia nell’ordine le tratte Roma-Viterbo, Pinerolo-Torre Pellice, Padova-Venezia Mestre, Genova Voltri-Genova Nervi, Palermo-Messina, Viareggio-Firenze, Stradella-Milano, Bologna-Ravenna, Potenza-Salerno. Per Legambiente «i pendolari sono stati abbandonati da governo e Regioni». Quest'anno a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi del trasporto pubblico su ferro sono aumentati, ha fatto sapere il vicepresidente, Edoardo Zanchini, che parla di una vera e propria emergenza nazionale "per i treni dedicati ai pendolari, di cui nessuno sembra intenzionato a occuparsi. Autentici drammi giornalieri si vivono sulle linee del Lazio, della Campania, del Veneto".

I TAGLI - Nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate è diminuita del 22% rispetto al 2007-2009. E anche il governo Monti non ha fornito certezze per il futuro del trasporto pendolare in Italia. Quest’anno i tagli ai servizi in Campania hanno toccato il 90% sulla Napoli-Avellino e il 40% sulla Circumvesuviana. Sono stati del 15% in Puglia e del 10% in Abruzzo, Calabria, Campania e Liguria. Sono state chiuse 12 linee in tutto il Piemonte, in Abruzzo e in Molise definitivamente soppressi i treni della linea Pescara-Napoli. Con il nuovo cambio d'orario vengono soppressi tutti i treni tra Sibari e Taranto, sostituiti con autobus.
Tagli trasporti Legambiente-2

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