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Perpetuava estorsioni per lo smaltimento rifiuti: imprenditore arrestato

L'imprenditore Cipriano Chianese, già arrestato nel 2005 per associazione con i casalesi, si trova ai domiciliari con l'accusa di aver ottenuto milioni di euro minacciando di bloccare gli impianti di smaltimento durante l'emergenza rifiuti in Campania

Cipriano Chianese, già amministratore della discarica Resit, è agli arresti domiciliari e dovrà vedersela con l'accusa di aver ottenuto decine di milioni di euro con la minaccia di bloccare gli impianti che gestiva in località Scafarea, a Giugliano e dove negli anni scorsi sono finiti i rifiuti di numerosi comuni della Campania.

In una nota della Procura si leggono le motivazioni dell'arresto di Chianese che è accusato “di aver attuato numerose condotte ingannevoli ai danni del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti e di avere poi, in particolare, realizzato una serie di attività estorsive per il conseguimento di diverse utilità”.

Non è la prima volta che Chianese si ritrova coinvolto in vicende giudiziarie: nel 2005 è stato arrestato con l'accusa di concorso esterno nell'associazione di stampo mafioso dei casalesi. Secondo l'accusa l'azienda di Chianese era stata anche illegittimamente autorizzata alla ricezione di rifiuti industriali conferiti da privati. Ma non solo. Si sarebbe anche illecitamente appropriato di somme dovute ai comuni di Parete e Giugliano quale contributo per il ristoro ambientale. Per esigere i pagamenti, in alcuni casi non dovuti, Chianese avrebbe intimato la riduzione dei conferimenti o la sospensione di quelli già stabiliti. In questo modo avrebbe conseguito, accusano gli investigatori della Dda di Napoli, anche un'autorizzazione illegale all'esercizio di una discarica su un sito che sarebbe stato attrezzato mentre era sottoposto a sequestro.
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