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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

“Non mi sono curato, mangiavo male e ora a causa del diabete sono cieco”

La drammatica testimonianza di un gioielliere napoletano, uno dei 460mila pazienti campani a rischio cecità a causa della retinopatia diabetica

Elio Tronco, 74 anni, gioielliere campano, diabetico prima di nascere, forse, ma i problemi sono sorti con l'avanzare dell'età. “La mia mamma e i miei fratelli erano tutti diabetici. Io però sono stato più sfortunato di loro e a causa del diabete ho perso la vista. Il peggioramento della vista avvenuto due anni fa mi ha obbligato a chiudere la gioielleria a Roma e a tornare a casa a vivere a Caserta dove posso contare sul sostegno dei miei figli. Un occhio l’ho completamente perso un anno e mezzo fa, dall’altro vedo soltanto per un 15 per cento, ombre praticamente che piano piano so scompariranno anche loro. Ho girato il mondo in cerca di uno specialista che potesse ridarmi la vista. Finora non l’ho trovato e devo ringraziare Michele Allamprense che ha preso a cuore la mia storia e mi ha voluto nella sua associazione APMO”. Forse una corretta alimentazione avrebbe potuto attutire o evitare l'insorgere della retinopatia diabetica: “Avrei dovuto seguire una dieta più equilibrata. Non ho fatto prevenzione. La colpa è tutta mia. Oggi continuo a occuparmi di gioielli, li controllo con quel poco di luce che ancora esce dall’unico occhio che non ha ancora conosciuto il buio. Il mio lavoro mi aiuta a non abbattermi. La malattia mi ha fatto riavvicinare alla mia famiglia e questo, forse, è l’unico grande conforto”, conclude. 

460mila pazienti campani a rischio cecità a causa della retinopatia diabetica

L’Ospedale Monaldi di Napoli e l’Associazione Pazienti Malattie Oculari (APMO) lanciano contro la retinopatia diabetica la campagna “Diabete, teniamolo d’occhio”, con il contributo non condizionante di Roche. Il prossimo 5 giugno verranno organizzati presso l'Unità Operativa Complessa di Oculistica dell'ospedale, che quest'anno ha ottenuto la prestigiosa certificazione ISO 9001, controlli gratuiti della vista per i pazienti seguiti dalla diabetologia del Monaldi. La diagnosi e la presa in carico precoce dei pazienti con retinopatia diabetica sono fondamentali per salvare la vista. Per questo è importante sensibilizzare le persone con diabete sull’importanza di andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi, per effettuare un esame del fondo dell’occhio prima che la retina abbia subito danni importanti e irreversibili. La Campania è la regione italiana con il più alto tasso di prevalenza di diabete di tipo 2 e con il più alto numero di pazienti a rischio cecità. Sui 500mila diabetici residenti nella regione (4-5 milioni sono i diabetici in Italia, ISS), infatti, solo 1 su 10 (92%) esegue controlli regolari alla vista che consentono di tenere a bada i danni oculari legati alla malattia.

La buona notizia è che la retinopatia diabetica può essere tenuta a bada, prevenendo la cecità, con le nuove metodologie diagnostiche e il sostegno di molecole ad utilizzo intravitreale ed è possibile prevenire la cecità. “Purché però si facciano controlli regolari che consentano una diagnosi tempestiva dei primi segni della malattia e che il diabete sia ben controllato - spiega Francesco Calabrò, direttore della UOC Oculistica del Monaldi -. La diagnosi e la presa in carico precoce sono quindi fondamentali per salvare la vista. Per questo è importante sensibilizzare le persone con diabete sull’importanza di andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi per effettuare un esame del fondo dell’occhio prima che la retina abbia subito danni".

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