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Chiude il mercato: in strada 600 famiglie. Lite col Comune

 

Era il più famoso mercato dell'usato del Napoletano ed è stato chiuso dopo trent'anni di attività. L'area tra via del Pezzo e via De Roberto, al confine tra i quartieri di Poggioreale e Ponticelli, accoglieva 450 venditori, più altre 150 persone che lavoravano all'indotto. "Seicento famiglie che ora sono in mezzo a una strada" afferma Alfredo Canzanella, presidente dell'Associazione Italia 90, che nel 1990 riunì i mercatali in un unico soggetto. Il mercato ha chiuso i battenti nel novembre 2017: il sito è stato posto sotto sequestro perché inquinato.  

"Quel terreno - prosegue Canzanella - ci fu dato nel 1992. E' della Q8 e ci fu consegnato in comodato d'uso attraverso il Comune di Napoli. Abbiamo speso quasi due milioni di euro per riqualificarlo. Era una discarica a cielo aperto. Noi abbiamo realizzato fogne, impianto elettrico, il manto stradale. Tutto a norma, tutto con regolare licenza. Dicono che è inquinato, eppure a pochi metri di distanza c'è una ditta che cucina cibo per ospedali e mense scolastiche. Come è possibile?".

L'associazione ha chiesto al Comune l'assegnazione di una nuova area: "Aree abbandonate da riqualificare con i nostri soldi, ma ci è stato sempre risposto di no. Stanno facendo morire un mercato storico, che nel weekend accoglieva 8-9mila persone in festa". 

L'Amministrazione mantiene la sua posizione netta: "L'area è sotto sequestro perché è inquinata - spiega il vicesindaco Enrico Panini, a cui è affidata la delega per le Attività produttive - Al Comune non spetta di trovare un'altro sito perché si tratta di un'attività privata che si svolgeva su suolo privato, quello della Q8. Non si può assegnare un suolo pubblico a un soggetto associativo. Le aree mercatali vengono individuate dalle Municipalità e poi viene redatto un bando a cui si può partecipare se si hanno i requisiti". 

Recentemente, però, a questi venditori Palazzo San Giacomo ha revocato la licenza: "Non sono informato su questo elemento" la replica del vicesindaco. 

L'associazione Italia 90 si prepara a una battaglia legale: "Il Comune sta sbagliando - dichiara l'avvocato Diego Abate, che difende gli interessi di Canzanella e degli altri operatori - perché il contratto del comodato d'uso era stipulato tra Q8 e Comune, tutte le autorizzazioni e tutte le licenze sono state date dal Comune. Quindi, l'Ente è coinvolto eccome. Inoltre, l'associazione ha proposto due nuove aree, ma la richiesta è stata respinta senza dirci nemmeno perché. Noi siamo costretti ad andare via, ma qualcuno dovrà pagare per questa vergogna". 

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